Caro libri e crisi della moda: gli italiani puntano su viaggi ed esperienze

Caro libri e viaggi
Settembre tra caro libri e nuove priorità: gli italiani rinunciano alla moda per investire in viaggi ed esperienze

Con l’arrivo di settembre, per milioni di famiglie italiane torna l’incubo del caro libri scolastici. Zaini, astucci, manuali e materiali per lo studio pesano sui bilanci domestici più di quanto si immagini. Secondo le stime delle associazioni dei consumatori, per ogni studente delle scuole superiori si spendono in media tra i 350 e i 600 euro solo per i libri.

A questi costi si aggiungono le spese per la cancelleria, i dispositivi digitali e, talvolta, i contributi scolastici “volontari” richiesti dagli istituti.

I tagli su abbigliamento e moda

In questo scenario, non sorprende che molti italiani abbiano iniziato a tagliare su altri consumi, in particolare sull’abbigliamento, soprattutto quello di fascia medio-alta.
Secondo i dati Istat aggiornati all’estate 2025, il comparto moda registra un calo del 10% nelle vendite su base annua, con un crollo ancora più marcato per i brand di lusso acquistati in passato dalla fascia media della popolazione.

Meno shopping, più esperienze

E allora, dove finiscono i soldi risparmiati sugli abiti firmati?
Paradossalmente, in un periodo segnato da inflazione e incertezze economiche, le spese per vacanze, esperienze e piccoli spostamenti culturali sono aumentate. È come se gli italiani avessero cambiato priorità: meno oggetti, più esperienze.

Un cambio culturale post pandemia

La tendenza, già visibile nel post pandemia, si è rafforzata.
“In fondo, che te ne fai di un capo costoso se poi non hai dove indossarlo?”, scrivono in molti sui social.
Il guardaroba perde valore, mentre cresce il desiderio di evasione, benessere e arricchimento personale. Viaggiare è diventato un modo per sentirsi vivi, conoscere, migliorarsi e sfuggire non solo alla routine, ma anche a un sistema che spesso non offre prospettive.

Moda e sostenibilità

E l’abbigliamento? Resta, ma con più attenzione alla sostenibilità. Si spende meno per apparire, di più per vivere. Il lusso lascia spazio alla ricerca di capi più etici, durevoli e legati alla qualità piuttosto che al marchio.

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