Aspettare tutto l’anno con impazienza l’arrivo delle vacanze estive, quel momento tanto desiderato in cui si stacca dalla routine e si parte verso nuove mete. È un pensiero che accompagna molti, tra impegni e giornate frenetiche, alimentando la voglia di sole, mare e libertà. Eppure, anno dopo anno, partire diventa sempre più difficile. I rincari su voli, hotel e servizi turistici hanno fatto lievitare i costi delle vacanze, rendendole un lusso non più alla portata di tutti. Così, per molte famiglie e giovani, la vacanza resta un ‘sogno’ nel cassetto, o si trasforma in soluzioni più economiche e vicine a casa.
L’indagine di Altroconsumo
Con l’estate 2025 e le grandi partenze, chi viaggia in auto sulle autostrade italiane si trova a dover affrontare non solo il traffico, ma anche prezzi altissimi nelle aree di servizio. Un’indagine di Altroconsumo, condotta tra aprile e maggio in 16 aree di servizio di diverse insegne (Autogrill, Chef Express, My Chef, Hermes, Sarni, Ristop) nei pressi di Milano, Roma, Napoli e Venezia, ha rilevato aumenti notevoli per acqua, caffè, panini, snack e gelati rispetto ai prezzi di supermercati e bar cittadini.
I numeri dell’indagine
Ecco alcuni esempi concreti di quanto detto.
- Acqua: fino a 3,18-3,20 euro al litro, circa cinque volte il prezzo medio dei supermercati (0,63 euro al litro). Anche se in leggero calo rispetto al 2024 (-5%), il costo resta fuori scala per un bene essenziale
- Panini: il prezzo medio scende leggermente rispetto al 2024 (da 7,20 a 6,80 euro), ma può arrivare a 8,50 euro in alcune aree di servizio. Nei bar di città un panino costa in media 4,30 euro, il 57% in meno.
- Brioche: aumentano del 16% rispetto all’anno scorso, con una media di 2 euro (fino a 2,20 euro), contro 1,37 euro nei bar cittadini (+47%).
- Caffè: il prezzo medio è di 1,46 euro (+7% sul 2024 e +21% rispetto ai bar cittadini, dove costa 1,20 euro).
- Cappuccino: stabile rispetto al 2024, costa in media 1,85 euro (+16% rispetto alla media cittadina di 1,60 euro).
- Snack e gelati: un gelato confezionato può costare oltre 3 euro (+145% rispetto al supermercato). Una bottiglietta di Coca Cola arriva a 8 euro al litro, cinque volte il prezzo medio al supermercato (1,39 euro/litro). Gli energy drink come Red Bull toccano quasi 16 euro al litro (+23% rispetto al 2024).
Stangata durante la pausa in autostrada
I rincari sono generalizzati su tutti i prodotti, con differenze che in alcuni casi superano il 500% rispetto ai prezzi fuori autostrada.
Anche i prodotti più semplici e “basic” sono soggetti a forti maggiorazioni.
L’indagine di Altroconsumo ha rilevato che, nonostante qualche lieve calo rispetto al 2024, la sosta in autostrada resta una delle voci di spesa più pesanti per chi viaggia in auto durante l’estate.
In sostanza, una pausa in autostrada può trasformarsi in una vera stangata, soprattutto per chi viaggia in famiglia o deve fermarsi più volte lungo il percorso. L’auto resta un’alternativa all’aereo solo fino a un certo punto: il caro-autogrill pesa sempre di più sul budget delle vacanze estive.
Cambiano le scelte di viaggio degli italiani
I prezzi elevati delle aree di servizio autostradali incidono in modo significativo sulle scelte di viaggio degli italiani, contribuendo a modificare comportamenti e preferenze.
L’aumento dei costi accessori, come quelli delle soste in autogrill, si somma a pedaggi e carburante, erodendo i vantaggi economici dell’auto rispetto ad altri mezzi. Questo porta molti italiani a ridurre il numero di viaggi o a preferire destinazioni più vicine per contenere le spese.
Un sistema di ristoro autostradale così oneroso può scoraggiare la mobilità interna, penalizzando il turismo domestico e rendendo meno attraente la scelta dell’auto come mezzo di trasporto per le vacanze, soprattutto per le famiglie o per chi deve affrontare lunghi tragitti.
L’aumento generalizzato dei prezzi spinge gli italiani a prestare maggiore attenzione alle offerte, a pianificare con più cura le soste e a cercare soluzioni alternative, come portare cibo e bevande da casa o fermarsi fuori dall’autostrada per i pasti.
Un ostacolo reale
Secondo le indagini, circa un terzo degli italiani viaggia meno rispetto al periodo pre-pandemico, e il 60% di questi cita proprio la mancanza di soldi e i prezzi più elevati dei servizi turistici tra le cause principali.
Il caro-autogrill non è solo una questione di percezione: rappresenta un ostacolo reale che condiziona la libertà di movimento, la scelta delle mete e la frequenza dei viaggi, contribuendo a rendere le vacanze meno accessibili per una parte crescente della popolazione italiana.


