Trump minaccia dazi, ma il Canada fa marcia indietro sulla tassa digitale

Il Canada sospende la tassa sui servizi digitali per placare le tensioni con gli USA. Trump minaccia nuovi dazi entro una settimana, mentre i negoziati commerciali riprendono in un clima di incertezza.

Ieri, domenica 29 giugno, il governo canadese ha annunciato la revoca della tassa sui servizi digitali, una mossa strategica per rilanciare i colloqui commerciali con gli Stati Uniti, interrotti bruscamente dal presidente Donald Trump due giorni prima.

La decisione arriva in un momento di alta tensione tra i due Paesi, con Trump che ha minacciato nuovi dazi entro sette giorni in risposta alla tassa, definita un “attacco diretto e sfacciato” agli Stati Uniti. La sospensione della misura, approvata nel 2024 dal governo dell’ex primo ministro Justin Trudeau, segna un tentativo di Ottawa di evitare un’escalation nella guerra commerciale e preservare la relazione con il suo principale partner economico.

La tassa digitale al centro della disputa

La Digital Services Tax (DST), introdotta lo scorso anno, prevedeva un prelievo del 3% sui ricavi generati da grandi aziende tecnologiche, principalmente statunitensi come Amazon, Google e Meta, attraverso servizi digitali rivolti a utenti canadesi o dalla vendita di dati di questi ultimi. La tassa, retroattiva al 2022, sarebbe dovuta entrare in vigore il 30 giugno, con stime di introiti superiori ai 2 miliardi di dollari annui per il Canada. Tuttavia, la misura ha suscitato l’ira di Trump, che l’ha paragonata a iniziative simili adottate dall’Unione Europea, accusando Ottawa di “copiare” Bruxelles. “Ci è stato appena comunicato che il Canada, un Paese con cui è molto difficile commerciare, ha appena annunciato che introdurrà una Digital Services Tax sulle nostre aziende tecnologiche americane, il che rappresenta un attacco diretto e sfacciato al nostro Paese”, ha scritto Trump su Truth Social il 27 giugno.

La risposta del Canada: revoca della tassa

In una dichiarazione rilasciata domenica sera, l’ufficio del primo ministro Mark Carney ha confermato la sospensione della riscossione della tassa e l’intenzione di presentare una proposta parlamentare per abrogarla ufficialmente. “In previsione di un accordo commerciale globale e reciprocamente vantaggioso con gli Stati Uniti”, il governo canadese ha scelto di fare un passo indietro, cercando di placare le tensioni e riaprire il dialogo. La decisione è stata accolta con favore da alcuni settori economici, ma ha anche sollevato critiche interne. “In uno sforzo per riportare i negoziati commerciali sulla giusta strada, il Canada dovrebbe proporre immediatamente l’eliminazione della DST in cambio della rimozione dei dazi dagli Stati Uniti”, ha dichiarato Goldy Hyder, presidente del Business Council of Canada.

Trump e la minaccia dei dazi

La reazione di Trump alla tassa digitale è stata immediata e decisa. Durante una conferenza stampa alla Casa Bianca il 27 giugno, il presidente ha minimizzato la scadenza del 9 luglio per i “dazi reciproci” annunciati ad aprile, ma ha ribadito la sua intenzione di imporre nuove tariffe al Canada entro una settimana. “Faremo sapere al Canada quale sarà il dazio che dovranno pagare per fare affari con gli Stati Uniti d’America entro i prossimi sette giorni. Grazie per l’attenzione a questa questione!”, ha scritto su Truth Social. Trump ha anche sottolineato il potere economico degli Stati Uniti, affermando: “Abbiamo tutte le carte in mano. Economicamente, abbiamo un potere enorme sul Canada”. La minaccia di nuovi dazi si aggiunge a quelli già in vigore, tra cui un 50% su acciaio e alluminio e un 25% su auto e componenti non conformi all’USMCA (Accordo Stati Uniti-Messico-Canada).

Il contesto delle tensioni commerciali

Le relazioni commerciali tra Stati Uniti e Canada, tradizionalmente strette, sono state messe alla prova da quando Trump ha assunto la presidenza per il suo secondo mandato a gennaio 2025. Il presidente ha già imposto una serie di tariffe su beni canadesi, citando preoccupazioni legate al traffico di fentanyl e alla necessità di proteggere l’industria statunitense. In risposta, il Canada ha applicato tariffe di ritorsione su oltre 90 miliardi di dollari di merci statunitensi, anche se Carney ha scelto di sospendere ulteriori misure per favorire i negoziati. I due Paesi avevano concordato, durante il recente summit del G7 in Alberta, di raggiungere un accordo entro il 21 luglio, ma l’introduzione della tassa digitale ha fatto deragliare i progressi. La revoca della tassa rappresenta ora un tentativo di Ottawa di riportare le trattative in carreggiata.

Prospettive per i negoziati

Con la revoca della tassa digitale, il Canada spera di riaprire un canale di dialogo con l’amministrazione Trump, ma il percorso rimane incerto. Gli Stati Uniti sono il principale partner commerciale del Canada, con 349,4 miliardi di dollari di merci esportate verso gli USA e 412,7 miliardi importati nel 2024, secondo i dati dell’US Census Bureau. La minaccia di nuovi dazi potrebbe avere ripercussioni significative sull’economia canadese, già alle prese con un tasso di disoccupazione al 7%. Gli analisti suggeriscono che la mossa di Carney potrebbe essere un tentativo di guadagnare tempo, mentre il Canada cerca di coordinarsi con altri partner, come l’Unione Europea, che affronta simili tensioni con gli Stati Uniti per tasse digitali analoghe.

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