BP (British Petroleum) ha deciso di apportare un cambiamento significativo alla propria strategia energetica. Il colosso petrolifero britannico ha annunciato che ridurrà gli investimenti annuali nelle energie rinnovabili di 5 miliardi di dollari, destinando invece 10 miliardi di dollari in più alle attività di estrazione di petrolio e gas.
Tagli e nuovi obiettivi per la transizione energetica
La decisione di BP di tagliare gli investimenti nel settore delle energie rinnovabili si traduce in una riduzione annuale della spesa per la transizione energetica a circa 2 miliardi di dollari, a fronte di una cifra inizialmente prevista tra i 5 e i 7 miliardi di dollari. L’azienda ha sottolineato che continuerà a perseguire l’obiettivo di diventare zero emissioni nette entro il 2050, ma il percorso verso questo obiettivo sarà ora più graduale, con un cambiamento di rotta che ha suscitato dibattito.
La crescita della produzione di petrolio e gas
BP, una delle maggiori compagnie energetiche al mondo, ha dichiarato di voler aumentare la sua produzione di petrolio e gas fino a 2,5 milioni di barili di petrolio equivalente al giorno entro il 2030. Questo obiettivo segna un ritorno alla produzione di idrocarburi, in una strategia che mira a rafforzare la posizione dell’azienda nel settore e a compensare i cali nelle entrate provenienti dalle energie rinnovabili. La nuova pianificazione prevede di concentrarsi su attività con rendimenti elevati, ponendo l’accento su efficienza e ottimizzazione dei costi.
Le motivazioni del cambiamento: la guerra in Ucraina e la volatilità del mercato
Il CEO di BP, Murray Auchincloss, ha spiegato che la revisione della strategia è dovuta a una serie di fattori esterni, tra cui la guerra in Ucraina, che ha scosso i mercati energetici, e la pandemia che ha rallentato la transizione energetica globale. Inoltre, Auchincloss ha evidenziato che la domanda di idrocarburi si è rivelata più forte di quanto inizialmente previsto, un fattore che ha portato l’azienda a rivedere le sue aspettative sul futuro del petrolio e del gas.
Pressioni da parte degli azionisti e il nuovo obiettivo di crescita
Questa mossa arriva in un contesto di pressioni da parte degli azionisti per migliorare i rendimenti e aumentare i profitti. L’hedge fund Elliott Management, che ha acquisito una quota significativa in BP, ha chiesto misure per aumentare la competitività dell’azienda e per rispondere meglio alle richieste degli azionisti, che hanno visto un calo degli utili. Nel 2024, infatti, BP ha registrato un calo degli utili del 33%, principalmente a causa della diminuzione dei prezzi del petrolio e del gas dopo i picchi raggiunti durante la guerra in Ucraina.
L’evoluzione del piano di decarbonizzazione di BP
Nel 2020, sotto la guida dell’allora CEO Bernard Looney, BP si era impegnata a ridurre la produzione di petrolio e gas del 40% e ad aumentare rapidamente gli investimenti nelle energie rinnovabili. Tuttavia, con l’attuale leadership, l’obiettivo di ridurre la produzione di idrocarburi è stato abbassato al 25%, una decisione che riflette la necessità di adattarsi ai mutamenti del mercato energetico globale.
L’impatto sui progetti di energia rinnovabile
Il cambiamento di strategia ha comportato anche la revisione dei progetti di energia rinnovabile. BP ridurrà gli investimenti in progetti di biogas, biocarburanti e ricarica di veicoli elettrici, concentrandosi invece su partnership a basso capitale nel settore delle energie verdi come eolico e solare. L’azienda ha già scorporato la sua attività eolica offshore in una joint venture e prevede di cedere il ramo eolico onshore.
Il piano di taglio dei costi e la ristrutturazione interna
In linea con la nuova strategia, BP ha annunciato l’intenzione di ridurre i costi complessivi fino a 5 miliardi di dollari entro la fine del 2027. Questo piano include una riduzione del personale di oltre il 5%, una mossa che rientra nell’ambito di un ampio processo di ristrutturazione per ottimizzare le operazioni e migliorare l’efficienza a lungo termine.


