A dicembre 2025, il panettone si conferma il re indiscusso delle tavole natalizie italiane, ma i suoi prezzi record lo stanno trasformando in un lusso. I dati più recenti del Centro di formazione e ricerca sui consumi (aggiornati al 10 dicembre) confermano un trend inflattivo galoppante: +42% medio sui panettoni e pandori industriali rispetto al 2021, con picchi dell’89% sui prodotti al cioccolato. Questo rincaro è trainato da materie prime alle stelle: cacao oltre i 10.500 dollari/tonnellata, burro su del 35% annuo e uova triplicate per l’influenza aviaria H5N1 che ha decimato le produzioni in Europa. La domanda natalizia, +15% rispetto al 2024 secondo Nielsen, amplifica la pressione sui prezzi.
I rincari delle materie prima
Il cacao domina la crisi: dal 2021 ha triplicato il valore, passando da 3.000 a oltre 10.000 dollari/tonnellata, per siccità in Costa d’Avorio e Ghana (80% della produzione globale) e speculazioni finanziarie. Burro e uova seguono: il tuorlo d’uovo costa il doppio (+110% medio), burro +28% per carenze lattiero-casearie.
I torroni, meno dipendenti dal cacao, subiscono rincari più contenuti ma ugualmente sentiti, con decorazioni e imballaggi +25% per costi energetici e plastica.
E i panettoni artigianali?
I panettoni artigianali sono il rifugio per chi cerca qualità, ma la “corsa alle prenotazioni” è feroce: molte pasticcerie hanno chiuso gli ordini a fine novembre. I prezzi partono da 42-45€/kg (contro 30€ nel 2020 e 40€ nel 2024), arrivando a 60-80€ per edizioni limitate con ingredienti premium.
Il pandoro
Il pandoro soffre meno (+35% medio), grazie a minor uso di cioccolato e domanda calante (-10% vs 2023). Grandi marchi (Tre Marie, Vicenzovo) tengono prezzi stabili a 7-12€, mentre marchi emergenti offrono pandori “accessibili” a 35€ artigianali. Cresce l’interesse per alternative low cost o dolci vegani/gluten free.


