Bper e Popolare di Sondrio: via libera del Governo all’aggregazione bancaria

Bper
La decisione del Governo di non esercitare il Golden Power sull’offerta pubblica di scambio di Bper su Banca Popolare di Sondrio apre la strada a una nuova aggregazione nel settore bancario italiano.

Ieri, 18 aprile, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha comunicato una decisione destinata a ridisegnare gli equilibri del settore bancario: il Governo non eserciterà i poteri speciali previsti dal meccanismo del Golden Power sull’offerta pubblica di scambio volontaria (OPS) promossa da Bper Banca per acquisire la totalità delle azioni ordinarie di Banca Popolare di Sondrio.

Questa mossa, accolta con favore dal mercato, segna un passo decisivo verso l’aggregazione tra due realtà di spicco del sistema bancario italiano.

Un’offerta strategica per il mercato bancario

Bper Banca, uno dei principali gruppi bancari italiani, ha lanciato un’offerta pubblica di scambio volontaria ai sensi degli articoli 102 e 106, comma 4, del Testo Unico della Finanza (Tuf), mirando a rilevare tutte le azioni ordinarie di Banca Popolare di Sondrio, ad eccezione di quelle già detenute direttamente dall’offerente. L’operazione, annunciata nei mesi precedenti, rappresenta un tassello essenziale nella strategia di espansione di Bper, che punta a consolidare la propria presenza territoriale e rafforzare il posizionamento competitivo nel Nord Italia.

L’OPS, strutturata come un’offerta volontaria, prevede lo scambio di azioni Bper con quelle di Popolare di Sondrio, offrendo agli azionisti di quest’ultima l’opportunità di partecipare al progetto di crescita del gruppo risultante.

Il ruolo del Golden Power

Il Golden Power, disciplinato dal decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito con modificazioni dalla legge 11 maggio 2012, n. 56, consente al Governo italiano di esercitare poteri speciali per tutelare gli interessi nazionali in settori strategici, come quello bancario. Questi poteri possono includere il blocco o la modifica di operazioni che coinvolgono asset considerati di rilevanza strategica, come le partecipazioni azionarie in istituzioni finanziarie di primaria importanza.

Nel caso dell’OPS di Bper su Popolare di Sondrio, l’operazione è stata sottoposta al vaglio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Dopo un’attenta valutazione, il Governo ha deliberato ieri di non esercitare i poteri speciali, dando così il via libera all’aggregazione. “In data 18 aprile 2025, la presidenza del Consiglio dei ministri ha comunicato di aver deliberato, in accoglimento della proposta del ministero dell’economia e delle finanze, di non esercitare i poteri speciali,” ha reso noto Bper in una comunicazione ufficiale.

Il contesto dell’operazione

L’aggregazione tra Bper Banca e Banca Popolare di Sondrio si inserisce in un momento di profonda trasformazione per il settore bancario italiano. Negli ultimi anni, il mercato ha assistito a numerose operazioni di consolidamento, come la fusione tra Intesa Sanpaolo e UBI Banca e l’acquisizione di Banca Carige da parte di Bper stessa. Questi movimenti rispondono alla necessità di affrontare sfide come la bassa redditività, l’aumento dei costi operativi e la pressione competitiva derivante dalla digitalizzazione e dall’ingresso di nuovi attori, come le fintech.

Banca Popolare di Sondrio, con una forte radicazione in Lombardia e nel Nord Italia, rappresenta un partner strategico per Bper. La banca valtellinese vanta una solida base di clientela retail e una rete capillare di filiali, che potrebbero integrarsi sinergicamente con l’offerta di Bper, creando un gruppo bancario più competitivo e diversificato.

I prossimi passi

Con il via libera del Governo, l’OPS di Bper Banca entra ora in una fase cruciale. La banca emiliana dovrà completare l’iter dell’offerta, che include la comunicazione agli azionisti di Popolare di Sondrio e la definizione dei termini definitivi dello scambio azionario. Parallelamente, Bper lavorerà per ottenere le autorizzazioni necessarie da parte delle autorità di vigilanza, come la Banca Centrale Europea e la Banca d’Italia.

Una volta completata l’operazione, il gruppo risultante potrebbe posizionarsi tra i principali attori del settore bancario italiano, con una rete di filiali più estesa e una base di clientela più ampia. Tuttavia, il processo di integrazione rappresenterà una sfida complessa, che richiederà una gestione attenta per massimizzare le sinergie e minimizzare i rischi operativi.

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