Il colosso BP taglia migliaia di posti di lavoro

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BP annuncia una ristrutturazione che prevede tagli al personale e un focus rinnovato su petrolio e gas.

La multinazionale britannica BP ha annunciato il taglio di 4.700 posti di lavoro, pari a oltre il 5% della sua forza lavoro globale, nell’ambito di un piano strategico per ridurre i costi di 2 miliardi di dollari entro il 2026.

L’amministratore delegato, Murray Auchincloss, ha presentato la decisione come parte di una revisione complessiva della struttura aziendale per rendere BP “un’azienda più semplice, più focalizzata e di maggior valore”.

Tagli anche tra i contrattisti

Il piano di ristrutturazione prevede, oltre ai tagli diretti, la riduzione di 3.000 posizioni di contrattisti. Di queste, 2.600 sono già state eliminate nel corso del 2024, e ulteriori cambiamenti saranno implementati nel 2025. Emeka Emembolu, direttore della divisione tecnologica, ha indicato che circa 1.100 ruoli saranno trasferiti in paesi come Ungheria, India e Malesia, riducendo la dipendenza da sedi in Regno Unito e Stati Uniti.

Difficoltà finanziarie e scelte strategiche

La riorganizzazione arriva dopo un anno caratterizzato da risultati economici deludenti per BP. Nel terzo trimestre del 2024, gli utili sono scesi a 206 milioni di dollari, rispetto ai 4,9 miliardi registrati nello stesso periodo del 2023. Il calo è stato attribuito a margini di raffinazione più bassi, vendite deboli e svalutazioni di attività. BP ha inoltre segnalato che la produzione di petrolio nell’ultimo trimestre del 2024 sarà inferiore a quella del trimestre precedente.

Un cambio di rotta verso il petrolio e il gas

La ristrutturazione segna una svolta significativa nella strategia di BP, che ridurrà drasticamente i suoi investimenti nelle energie rinnovabili, rallentando gli obiettivi di neutralità climatica fissati nel 2020. Il piano prevede un focus maggiore su petrolio e gas, con l’obiettivo di migliorare i rendimenti e rispondere alle richieste degli investitori. Gli analisti indicano che BP potrebbe abbandonare l’impegno di ridurre la produzione di petrolio del 25% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2019.

Supporto per i dipendenti colpiti

In una lettera ai dipendenti, Auchincloss ha dichiarato: “Comprendo l’incertezza che questa decisione genera per chi potrebbe perdere il lavoro. Il gruppo offrirà una vasta gamma di supporto a disposizione delle persone coinvolte”. L’azienda ha già avviato consultazioni con le rappresentanze sindacali e assicura che seguirà le normative locali.

Un trend condiviso nel settore energetico

BP non è l’unico gigante energetico a rivedere i propri obiettivi climatici. Anche Shell e TotalEnergies hanno di recente annunciato un ritorno al focus sugli idrocarburi per incrementare i profitti: ciò riflette la crescente pressione degli investitori, che chiedono ritorni economici più competitivi rispetto ai piani di transizione energetica.

Implicazioni per gli investitori

Le azioni di BP hanno avuto una performance inferiore rispetto ai concorrenti nell’ultimo anno. Gli investitori attendono con interesse il piano strategico dettagliato che sarà presentato a febbraio insieme ai risultati annuali. Le modifiche alle politiche aziendali mirano a ricostruire la fiducia nel gruppo, che spera di recuperare terreno rispetto a rivali come Exxon Mobil, che ha registrato un guadagno del 14% nello stesso periodo.

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