L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’istruttoria nei confronti di Booking.com per presunte pratiche commerciali scorrette legate alla visibilità delle strutture ricettive.
L’intervento arriva dopo verifiche che sollevano dubbi sulla trasparenza dei criteri utilizzati dalla piattaforma, con potenziali effetti diretti sui prezzi pagati dai consumatori.
Nel mirino dell’Autorità ci sono i programmi “Partner Preferiti” e “Partner Preferiti Plus”, presentati agli utenti come selezioni basate sulla qualità del servizio e sul miglior rapporto qualità-prezzo. Tuttavia, secondo l’Antitrust, i requisiti di accesso a questi programmi non sembrerebbero garantire realmente tali caratteristiche.
Come funzionano i programmi sotto accusa
Booking attribuirebbe alle strutture aderenti ai programmi Preferiti una serie di vantaggi competitivi all’interno della piattaforma. Tra questi:
- posizionamento più elevato nei risultati di ricerca
- maggiore evidenza grafica
- utilizzo di claim promozionali per valorizzare qualità e convenienza
Questi elementi, secondo l’Autorità, contribuirebbero a orientare le scelte degli utenti, influenzando direttamente le decisioni di prenotazione.
Il nodo centrale: commissioni più alte, maggiore visibilità
L’aspetto più critico riguarda i criteri di selezione. Secondo quanto rilevato, l’inserimento nei programmi Preferiti avverrebbe prevalentemente sulla base delle commissioni riconosciute a Booking.com dalle strutture, piuttosto che su parametri qualitativi.
Questo meccanismo potrebbe generare un effetto distorsivo:
- le strutture che pagano commissioni più alte ottengono maggiore visibilità
- gli utenti percepiscono tali strutture come migliori
- si crea un vantaggio competitivo non basato sulla qualità reale
Impatto sui consumatori e sul mercato
L’Autorità evidenzia un rischio concreto: i consumatori potrebbero essere indotti a scegliere strutture ritenute più convenienti o qualitative, quando in realtà non lo sono.
Questo scenario potrebbe tradursi in:
- prenotazioni verso strutture mediamente più costose
- percezione alterata del rapporto qualità-prezzo
- riduzione della trasparenza nel mercato turistico digitale
Ispezioni e sviluppo dell’inchiesta
Nel quadro dell’indagine, i funzionari dell’Autorità hanno effettuato ispezioni presso le sedi di Booking.com Italia, con il supporto del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.
Gli accertamenti mirano a verificare la reale struttura dei programmi Preferiti, i criteri di accesso e le modalità di presentazione delle strutture agli utenti.
Possibili scenari
L’esito dell’istruttoria potrebbe avere conseguenze rilevanti:
- revisione dei criteri di ranking
- maggiore trasparenza nelle piattaforme digitali
- eventuali sanzioni per pratiche scorrette
Il caso si inserisce in un contesto più ampio di crescente attenzione delle autorità europee verso le piattaforme digitali e il loro impatto sui mercati.


