Per contenere la spesa pensionistica e, al tempo stesso, incentivare la permanenza nel mondo del lavoro, il Governo italiano ha introdotto il Bonus Giorgetti, dal nome del Ministro dell’Economia che lo ha promosso.
Si tratta di un incentivo economico riservato ai lavoratori del settore privato che, pur avendo maturato i requisiti per la pensione anticipata con Quota 103 (62 anni di età e 41 di contributi), decidono volontariamente di rimandare l’uscita dal lavoro.
Come funziona il Bonus Giorgetti
Chi sceglie di non andare subito in pensione riceve in busta paga una somma aggiuntiva pari ai contributi previdenziali a suo carico, cioè circa il 9% della retribuzione lorda mensile.
In pratica, l’importo che normalmente il lavoratore versa all’INPS viene invece trattenuto e pagato direttamente al dipendente come premio per la permanenza in servizio.
Un esempio concreto
Un dipendente con uno stipendio lordo di 2.000 euro al mese che rinuncia a Quota 103 riceverà un incremento di circa 180 euro lordi in busta paga.
L’importo effettivo varia in base al reddito e alla tassazione, ma si traduce comunque in un aumento netto dello stipendio mensile.
Chi può richiederlo
Il Bonus Giorgetti spetta esclusivamente ai lavoratori dipendenti del settore privato che abbiano maturato i requisiti di Quota 103 e scelgano di non andare in pensione.
Per ottenerlo è necessario presentare una richiesta all’INPS.
Non è invece previsto per i lavoratori del pubblico impiego né per chi ha già inoltrato domanda di pensionamento.
Gli obiettivi della misura
Il Bonus Giorgetti ha un duplice scopo:
- ridurre l’impatto sui conti pubblici, posticipando l’uscita dal lavoro di chi può permetterselo;
- valorizzare l’esperienza dei lavoratori senior, scoraggiando le uscite anticipate dal mercato del lavoro.


