Alle 12:33 di ieri, la rete elettrica della penisola iberica ha subito un crollo improvviso e drammatico. In appena cinque secondi, 15 Gigawatt di energia – pari al 60% della domanda elettrica spagnola in quel momento – sono svaniti, lasciando Spagna e Portogallo al buio. “Un evento mai accaduto prima”, ha dichiarato il premier spagnolo Pedro Sánchez, sottolineando che almeno il 50% dell’approvvigionamento elettrico in Spagna è stato ripristinato entro le ore successive. In Portogallo, la società E-Redes ha annunciato il 100% di ripristino della fornitura elettrica, ma le cause del blackout rimangono avvolte nel mistero.
La dinamica del blackout: un’isola di frequenza
Il disastro è iniziato con un’anomalia registrata alle 12:20, quando la frequenza della rete elettrica spagnola, normalmente stabile a 50 hertz, ha mostrato oscillazioni insolite. “Dopo tre minuti, la situazione sembrava stabilizzata. Ma alle 12:33, la frequenza è crollata a zero in sei secondi. Un niente”, ha spiegato Alberto Berizzi, docente di Sistemi elettrici per l’energia al Politecnico di Milano. La rete di Spagna e Portogallo si è improvvisamente staccata da quella francese, trasformando la penisola iberica in un’isola di frequenza. Senza il supporto della rete europea, la stabilità è collassata, spegnendo intere città.
Impatti immediati: caos e disagi
Il blackout ha avuto ripercussioni immediate. A Madrid, Barcellona e Valencia, il traffico è andato in tilt, con code e rallentamenti segnalati dalla Direzione Generale del Traffico (Dgt). La Dgt ha invitato i cittadini a evitare spostamenti non essenziali, mentre i semafori spenti hanno causato ingorghi nelle principali arterie stradali. A Lisbona, la metropolitana è rimasta ferma per ore, ma la circolazione è ora ripresa completamente.
Nelle otto regioni spagnole colpite – Madrid, Andalusia, Castilla-La Mancia, Estremadura, Galizia, La Rioja, Comunità Valenciana e Aragona – le autorità hanno sospeso le lezioni scolastiche. I centri educativi, tuttavia, sono rimasti aperti per supportare le famiglie. Nelle università di Valencia e Madrid, le attività sono state interrotte parzialmente o totalmente. In altre nove regioni e nelle città di Ceuta e Melilla, la situazione è tornata alla normalità.
Le ipotesi sulle cause: un rebus tecnico
Le indagini sulle cause del blackout sono in corso, ma le autorità non hanno ancora risposte definitive. La compagnia portoghese Rede Elétrica Nacional (Ren) ha ipotizzato un “raro fenomeno atmosferico” legato a variazioni di temperatura nell’entroterra spagnolo, che avrebbero causato oscillazioni nelle linee ad altissima tensione. Tuttavia, le temperature di ieri in Spagna, comprese tra 8 e 28 gradi, non giustificano questa teoria. “Non c’era né un freddo tale da gelare i cavi, né un caldo capace di allungarli”, si legge su La Repubblica.
Un’altra ipotesi punta a un problema nella rete interconnessa europea. Ettore Bompard, direttore dell’Energy Security and Transition Lab del Politecnico di Torino, ha spiegato: “La rete elettrica europea è un sistema interconnesso dagli anni ’60, progettato per bilanciare squilibri. Un guasto in un punto può propagarsi rapidamente”. Alcuni esperti, come Luigi Verolino dell’Università Federico II di Napoli, suggeriscono che il problema possa essere partito dalla Francia, dove una centrale nucleare potrebbe aver interrotto l’erogazione verso la Spagna.
Cyberattacco escluso, ma l’IA sotto esame
L’ipotesi di un attacco informatico, inizialmente considerata per la rapidità del collasso, è stata scartata. “Nessun indizio in questa direzione”, ha dichiarato Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo. L’Enisa, l’Agenzia europea per la sicurezza informatica, ha confermato che le indagini si concentrano su un “problema tecnico o di cablaggio”. Tuttavia, Berizzi ha sollevato un’ipotesi intrigante: il malfunzionamento potrebbe essere legato a un errore di un sensore gestito dall’ intelligenza artificiale, che avrebbe interpretato male i dati, innescando il blackout.
La rete europea: punti di forza e vulnerabilità
Il blackout iberico non è un caso isolato. La rete elettrica europea, pur essendo un modello di efficienza, ha mostrato in passato vulnerabilità. “Perdere la produzione di una centrale in un Paese piccolo può creare instabilità. In un sistema interconnesso, invece, altri Paesi possono compensare”, ha spiegato Bompard. Tuttavia, l’isolamento della penisola iberica ha evidenziato i rischi di una rete che, pur robusta, dipende da sincronizzazioni perfette. L’Italia, che importa circa il 20% dell’energia dalla Francia, non ha subito conseguenze, ma l’episodio solleva interrogativi sulla resilienza delle infrastrutture europee.


