Bitcoin a 100.000 dollari: l’impatto dell’accordo commerciale USA-UK

Bitcoin

Il Bitcoin, la criptovaluta più celebre al mondo, ha riconquistato la soglia dei 100.000 dollari giovedì 8 maggio, segnando un aumento del 4,5% in sole 24 ore.

Questo rialzo si inserisce in un contesto di rinnovato ottimismo sui mercati, alimentato dall’annuncio di un accordo commerciale tra Stati Uniti e Regno Unito, definito “rivoluzionario” dai leader dei due paesi. L’intesa, che promette di ridurre le barriere al commercio bilaterale, ha contribuito a un allentamento delle tensioni tariffarie globali, favorendo una ripresa del valore della criptovaluta.

Il ritorno del Bitcoin a sei cifre

Secondo i dati di mercato consultati da Europa Press, il Bitcoin ha toccato livelli che non si vedevano da inizio febbraio 2025, consolidando un incremento dell’8% dall’inizio dell’anno. Questo traguardo segue un percorso tumultuoso: dopo aver raggiunto per la prima volta i 100.000 dollari a dicembre 2024, grazie a un rally innescato dalla vittoria elettorale di Donald Trump, la criptovaluta aveva subito una battuta d’arresto ad aprile, scendendo a un minimo di 74.400 dollari a causa della crisi tariffaria nota come “Liberation Day”.

L’accordo commerciale USA-UK: un punto di svolta

Il catalizzatore di questa ripresa sembra essere l’annuncio di un accordo commerciale tra Stati Uniti e Regno Unito, il primo siglato dall’amministrazione Trump dopo l’introduzione di dazi globali lo scorso aprile. Durante una conferenza stampa congiunta dal Despacho Oval della Casa Bianca, con il primo ministro britannico Keir Starmer collegato in videoconferenza, il presidente Donald Trump ha descritto l’intesa come “un accordo completo e rivoluzionario” che rafforzerà i legami economici tra le due nazioni.

“Questo accordo include miliardi di dollari di maggiore accesso al mercato per le esportazioni americane, in particolare nel settore agricolo,” ha dichiarato Trump, sottolineando come l’intesa eliminerà “barriere non tariffarie” per i prodotti statunitensi. “È un grande onore avere il Regno Unito come nostro primo annuncio. Molti altri accordi seguiranno!” ha aggiunto, anticipando ulteriori negoziati con paesi come la Cina.

Dal canto suo, Keir Starmer ha definito l’accordo “un giorno davvero fantastico e storico”, evidenziando il suo potenziale per “promuovere il commercio tra i nostri paesi, proteggere e creare posti di lavoro e aprire l’accesso ai mercati”. Parlando da una fabbrica Jaguar Land Rover nelle Midlands, Starmer ha enfatizzato l’importanza della riduzione dei dazi su settori chiave come l’automotive e l’acciaio.

I dettagli dell’intesa: settori e impatti

L’accordo, i cui dettagli finali saranno formalizzati nelle prossime settimane, si concentra su settori strategici. Gli Stati Uniti ridurranno i dazi sulle importazioni di auto britanniche dal 27,5% al 10% per un contingente di 100.000 veicoli all’anno, un sollievo significativo per l’industria automobilistica britannica, che nel 2024 ha esportato verso gli USA per oltre 9 miliardi di sterline. I dazi sull’acciaio e l’alluminio britannici saranno azzerati, mentre il Regno Unito eliminerà i dazi sull’etanolo statunitense e aprirà un contingente tariffario di 13.000 tonnellate per la carne bovina.

Entrambe le parti hanno concordato di mantenere elevati standard di sicurezza alimentare. Il governo britannico ha ribadito che non ci sarà “alcun abbassamento degli standard” per le importazioni di carne bovina americana, escludendo prodotti trattati con ormoni o pollame clorurato. Sul versante americano, il segretario al Commercio Howard Lutnick ha stimato che l’accordo genererà 6 miliardi di dollari di entrate per gli USA grazie ai dazi del 10% ancora in vigore su altre merci britanniche, oltre a creare opportunità di esportazione per 5 miliardi di dollari per agricoltori e produttori americani.

Reazioni contrastanti e implicazioni politiche

Nonostante l’entusiasmo dei due leader, l’accordo ha suscitato reazioni contrastanti. Nel Regno Unito, il leader conservatore Kemi Badenoch ha criticato l’intesa, definendola una “sconfitta” per il paese. “Quando il Labour negozia, la Gran Bretagna perde. Abbiamo ridotto i nostri dazi, mentre l’America ha triplicato i suoi,” ha dichiarato Badenoch, sottolineando che i dazi americani sul Regno Unito sono passati dal 3,4% al 10%, mentre quelli britannici sugli USA sono scesi dal 5,1% all’1,8%.

Al contrario, il segretario generale della TUC britannica, Paul Nowak, ha elogiato l’accordo, affermando che “ci riporta indietro dall’orlo del precipizio” e permetterà a molti lavoratori di “tirare un sospiro di sollievo”. Tuttavia, critici come John Denton, segretario generale della Camera di Commercio Internazionale, hanno avvertito che i dazi americani su molte esportazioni britanniche restano “significativamente più alti” rispetto a inizio anno, lasciando incertezze su settori non coperti dall’accordo, come i farmaci.

Bitcoin e mercati: un legame con la stabilità commerciale

La ripresa del Bitcoin sembra riflettere un rinnovato ottimismo tra gli investitori, incoraggiati dalla prospettiva di una distensione commerciale globale. Il Crypto & Fear Index, che misura il sentiment del mercato cripto, ha registrato un punteggio di “Greed” pari a 65, segnalando una crescente fiducia. Analisti come Charlie Sherry di BTC Markets hanno suggerito che l’accordo commerciale potrebbe essere già stato “incorporato” nel prezzo del Bitcoin, anche se la soglia psicologica dei 100.000 dollari potrebbe incontrare resistenza.

L’annuncio dell’accordo è arrivato poche ore dopo la decisione della Federal Reserve di mantenere i tassi di interesse tra il 4,25% e il 4,5%, nonostante le pressioni di Trump per un taglio. Questo contesto di stabilità monetaria, unito alla prospettiva di ulteriori accordi commerciali, ha contribuito a un rialzo del 3% del Bitcoin nelle ultime 24 ore, con circa 96 milioni di dollari di posizioni corte liquidate, secondo CoinGlass.

Prospettive future: verso nuovi accordi

L’accordo USA-UK è solo il primo di una serie di negoziati che l’amministrazione Trump intende portare avanti. Il presidente ha anticipato colloqui con la Cina in Svizzera, esprimendo ottimismo: “Hanno molta voglia di fare un accordo,” ha detto, riferendosi ai negoziatori cinesi. Altri paesi, come India e Giappone, sono in trattative avanzate con Washington, spinti dall’urgenza di mitigare l’impatto dei dazi globali.

Nel frattempo, il Regno Unito ha siglato un accordo di libero scambio con l’India all’inizio della settimana, stimato in un incremento di 25,5 miliardi di sterline nel commercio bilaterale. Questi sviluppi rafforzano la posizione di Starmer, che sta cercando di consolidare la diplomazia post-Brexit del Regno Unito.

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