Il Bitcoin ha raggiunto un nuovo massimo storico, superando i 122.000 dollari nelle contrattazioni asiatiche di oggi, 14 luglio, con un rialzo del 3,63% nelle ultime 24 ore.
Questo traguardo segna un ulteriore passo nella corsa al rialzo della criptovaluta più grande al mondo, che ha registrato un guadagno del 28% da inizio anno, secondo i dati di CoinDesk.
Il movimento è stato alimentato dall’ottimismo per una maggiore adozione istituzionale e dall’attesa per la “Crypto Week” a Washington, dove il Congresso USA esaminerà tre disegni di legge che potrebbero ridefinire il quadro normativo per gli asset digitali. John Glover, CEO di Ledn, ha dichiarato: “La crescita del Bitcoin ha solide basi e i prezzi potrebbero salire fino a 136.000 dollari entro la fine dell’anno”.
Le altcoin seguono il trend
Il rally del Bitcoin ha trascinato con sé il mercato delle criptovalute. Ethereum ha guadagnato il 2,39%, tornando sopra i 3.030 dollari, mentre XRP ha mostrato una performance eccezionale con un balzo del 4,15%, trainato da volumi elevati sulle piattaforme coreane. Solana ha registrato un aumento del 2,83%, passando da 156,45 a 166,65 dollari, grazie a un’intensa attività di trading e strategie di accumulazione aziendale. Dogecoin, spinto dalla partecipazione retail su piattaforme come Robinhood e Binance, ha segnato un rialzo del 3,26%, mentre Cardano e BNB hanno chiuso rispettivamente a +1,88% e +1,13%.
Dazi USA e incertezza sui mercati europei
Le Borse europee hanno aperto la settimana in moderato calo, sotto pressione dopo l’annuncio del presidente USA Donald Trump di imporre dazi del 30% su Unione Europea e Messico a partire da agosto. L’indice Stoxx 600 ha ceduto lo 0,4%, con Francoforte in ribasso dello 0,7%, Parigi dello 0,5% e Madrid dello 0,6%. Londra, invece, ha registrato un lieve rialzo dello 0,2%, sostenuta da un accordo commerciale già siglato con gli Stati Uniti. L’incertezza legata alle trattative commerciali tra USA e UE ha pesato sui listini, con i settori del lusso (-1,2%), delle auto (-1,1%) e della tecnologia (-0,8%) tra i più colpiti. Anche banche e assicurazioni hanno perso lo 0,5%, mentre il settore energetico è rimasto stabile (-0,07%) e il farmaceutico ha mostrato un leggero rialzo dello 0,3%.
Il dollaro si rafforza, l’euro arretra
Sul fronte valutario, il dollaro ha guadagnato terreno contro le principali valute, con il cambio dollaro/euro sceso a 1,1687. La forza del dollaro è stata accentuata dalle tensioni commerciali e dall’attesa per le decisioni di politica monetaria negli Stati Uniti. Intanto, lo spread Btp-Bund italiano si è attestato a 85 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,58% e quello tedesco al 2,72%, segnalando una relativa stabilità nei mercati obbligazionari.
Materie prime: oro e petrolio in rialzo
Le materie prime hanno mostrato segnali contrastanti. L’oro ha raggiunto i 3.369 dollari l’oncia, beneficiando del suo status di bene rifugio in un contesto di incertezza geopolitica e commerciale. Sul mercato petrolifero, il WTI ha guadagnato l’1,3% a 69,32 dollari al barile, mentre il Brent è salito dell’1,1% a 71,20 dollari. Il gas naturale ha registrato un incremento dello 0,9%, attestandosi a 35,90 euro al megawattora, riflettendo una domanda stabile nonostante le fluttuazioni nei mercati energetici.
Liquidazioni record nel mercato crypto
Il breakout del Bitcoin sopra i 121.000 dollari ha innescato una reazione a catena nei mercati dei derivati, con oltre 680 milioni di dollari in posizioni liquide nelle ultime 24 ore. I trader short hanno subito le perdite più significative. Questo movimento evidenzia la volatilità del mercato, ma anche la fiducia degli investitori nel potenziale rialzista delle criptovalute.


