Il Codacons ha rilevato che i prezzi dei carburanti sulle autostrade italiane hanno raggiunto livelli allarmanti. La benzina, in modalità servito, ha toccato il record di 2,409 euro al litro sulla A1, mentre il gasolio si attesta a 2,319 euro al litro. Situazioni analoghe si riscontrano anche su altre tratte autostradali: l’A21 registra 2,399 euro al litro per la benzina, l’A14 2,359 euro, e l’A11 2,349 euro. Anche in modalità self-service, i prezzi superano i 2 euro al litro su diverse tratte, come la A14 (2,039 euro) e la A1 (2,009 euro).
Anomalie nei listini del Mimit
Secondo il Codacons, numerosi distributori hanno segnalato incongruenze nei listini pubblicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Alcuni gestori riportano prezzi identici tra modalità self-service e servito, nonostante agli automobilisti vengano applicate tariffe differenti. Inoltre, è stato evidenziato che in alcuni casi i prezzi comunicati si riferiscono a orari di chiusura degli impianti. “Errori e anomalie che influiscono in modo evidente sulle medie nazionali”, spiega il Codacons, sottolineando come queste discrepanze siano già al vaglio della Guardia di Finanza.
Cause degli aumenti
L’associazione dei consumatori attribuisce questi rincari a fattori multipli, tra cui i maggiori costi legati alla miscelazione obbligatoria dei biocarburanti. A questi si aggiungono speculazioni sul mercato del petrolio, che hanno causato un aumento delle quotazioni. Tuttavia, il Codacons sottolinea che tali dinamiche non giustificano appieno i livelli record raggiunti dai listini. “Rispetto a fine 2024, il petrolio registra una leggera salita”, afferma l’associazione, ma “a fronte di tale stabilità, si registra un sensibile rialzo dei listini alla pompa”.
Impatto sulle famiglie italiane
Il peso dei rincari è significativo anche per chi viaggia sulle strade urbane. Rispetto al mese scorso, il costo di un pieno di benzina è aumentato di 2,2 euro, mentre per il gasolio l’incremento è di 2,4 euro. Su base annua, considerando una media di due pieni al mese, questo si traduce in una spesa aggiuntiva di +52 euro per la benzina e +57,6 euro per il gasolio. Il Codacons rimarca, inoltre, come questi aumenti abbiano ripercussioni sull’inflazione e sui prezzi dei beni trasportati su gomma, aggravando ulteriormente la situazione economica delle famiglie italiane.
Interrogazioni parlamentari e interventi richiesti
La vicenda ha attirato l’attenzione delle istituzioni, con interrogazioni parlamentari presentate per fare luce sulle discrepanze nei listini e sugli aumenti apparentemente ingiustificati. Il Codacons invita il governo a monitorare attentamente l’andamento dei prezzi dei carburanti per prevenire ulteriori speculazioni. L’associazione chiede un intervento immediato per garantire che i prezzi pubblicati siano coerenti con quelli applicati agli automobilisti, evitando ripercussioni sull’inflazione e sul potere d’acquisto delle famiglie italiane.
L’appello del Codacons
“Chiediamo al ministero di chiarire i dubbi sollevati da alcuni gestori e di intervenire affinché i prezzi pubblicati siano effettivamente quelli praticati agli automobilisti”, afferma il Codacons. L’associazione esorta le autorità competenti a intensificare i controlli e a prendere misure per contrastare eventuali speculazioni che penalizzano i consumatori.


