Oltre 400 persone, cinque linee produttive e una capacità che ha raggiunto circa 120.000 tonnellate di sughi all’anno. Sono i numeri con cui Barilla celebra i 15 anni dalla posa della prima pietra dello stabilimento di Rubbiano Sughi, inaugurato nel 2012 e cresciuto fino a raggiungere una capacità produttiva quasi cinque volte superiore rispetto a quella iniziale. Il comunicato dell’11 settembre 2026 racconta l’anniversario attraverso lo sviluppo industriale del sito e le persone che vi lavorano.
Nei giorni scorsi lo stabilimento ha aperto le porte ai dipendenti Barilla e alle loro famiglie, che hanno potuto visitare gli spazi e conoscere da vicino le attività dedicate alla produzione di sughi e pesti.
L’anniversario permette anche di ripercorrere una storia industriale che a Rubbiano era cominciata molti anni prima della nascita dell’attuale stabilimento.
Sommario
Da 35.000 a circa 120.000 tonnellate di sughi all’anno
Il legame di Barilla con Rubbiano risale al 1965. Proprio qui l’azienda aprì il suo primo stabilimento fuori dalla città di Parma destinato alla produzione di un alimento diverso dalla pasta. Il sito produceva fette biscottate e grissini Mulino Bianco.
Quasi cinquant’anni più tardi, nel 2012, Rubbiano ha iniziato una nuova fase con l’apertura dello stabilimento dedicato a sughi e pesti.
Allora vi lavoravano 120 dipendenti, le linee produttive erano due e la capacità si attestava attorno alle 35.000 tonnellate annue.
Il primo incremento rilevante è arrivato nel 2018, quando Barilla ha aggiunto altre due linee, raddoppiando la capacità produttiva.
La crescita è proseguita fino al 2024 con l’entrata in funzione della quinta linea. Il nuovo impianto ha aggiunto una capacità stimata tra 15.000 e 18.000 tonnellate all’anno, portando il sito verso le attuali 120.000 tonnellate complessive.
Oggi nello stabilimento lavorano oltre 400 persone.
Dalle due linee iniziali alle cinque di oggi
L’espansione degli impianti ha accompagnato anche il percorso professionale di chi lavora a Rubbiano.
Ilaria Bertola, conduttrice di confezione di Rubbiano Sughi, racconta:
“Sono entrata a Rubbiano cinque anni fa, iniziando dalla cucina, e in questi anni ho avuto l’opportunità di crescere passando dal confezionamento al controllo qualità fino al ruolo di conduttore di confezione”. “Mi sento fortunata perché Barilla ha creduto in me e mi ha dato la possibilità di crescere insieme allo stabilimento. Rubbiano è a cinque minuti da casa mia: entrarci oggi e farne parte mi fa ancora un certo effetto. Per me è una famiglia, un gruppo di persone che lavora bene insieme, e mi piacerebbe continuare a farne parte anche in futuro”.
Enzo Testa, uno dei conduttori di cucina dello stabilimento, è arrivato invece nel 2015 come stagionale ed è entrato a tempo indeterminato in Barilla nel 2018.
“Ho iniziato a lavorare a Rubbiano come stagionale nel 2015 e dal 2018 sono entrato a tempo indeterminato in Barilla”. “In questi anni ho visto lo stabilimento crescere e cambiare. Quando sono arrivato c’erano solo due linee, una dedicata ai sughi rossi e una ai pesti; negli anni ne sono state aggiunte altre, accompagnando l’ampliamento dello stabilimento e la crescita della produzione. Quello che più apprezzo di Rubbiano, però, è l’ambiente: è un luogo dinamico, dove convivono persone di età ed esperienze diverse e dove mi sono sempre trovato bene. Per me lo stabilimento è diventato quasi una seconda famiglia. Qui trascorriamo una parte importante delle nostre giornate e poter lavorare in un ambiente in cui ci si sente bene fa davvero la differenza”.
Il 60% della produzione riguarda i sughi a base rossa
Le cinque linee di Rubbiano lavorano per il mercato italiano e per quelli internazionali.
La produzione è composta indicativamente per il 60% da sughi a base rossa, nei quali il pomodoro è l’ingrediente principale, e per il restante 40% da pesti.
Nello stabilimento vengono utilizzati 136 ingredienti, combinati per ottenere 44 ricette.
La produzione segue un processo che interessa l’intera lavorazione, dalla selezione delle materie prime fino al prodotto finito, con gli standard Barilla previsti per qualità, igiene e sicurezza alimentare.
Ogni anno vengono grattugiate circa 30.000 forme di Parmigiano Reggiano
Tra i numeri dello stabilimento ce n’è uno che restituisce la dimensione delle lavorazioni quotidiane: a Rubbiano vengono grattugiate ogni giorno circa 100 forme di Parmigiano Reggiano.
Su base annua si arriva a circa 30.000 forme.
Anche pomodoro e basilico hanno un peso rilevante nelle ricette realizzate nello stabilimento. Entrambi sono 100% italiani.
Tra i prodotti realizzati a Rubbiano figura il Pesto alla Genovese, ricetta che dal 1994 combina basilico italiano e Parmigiano Reggiano DOP e che nel 2024 ha raggiunto i 30 anni.
Dal 2020 la Carta del Basilico per la filiera
Alla crescita della produzione Barilla ha affiancato interventi dedicati alle materie prime.
Nel 2020 l’azienda ha definito la propria Carta del Basilico, indirizzata alla promozione di pratiche agricole sostenibili, alla tutela della biodiversità e della salute del suolo e alla valorizzazione delle comunità agricole.
Il basilico impiegato nei pesti e nei sughi Barilla proviene da agricoltura sostenibile nel rispetto dei criteri previsti dal sistema di certificazione ISCC PLUS.
A 15 anni dalla posa della prima pietra, la trasformazione di Rubbiano è misurabile soprattutto attraverso i numeri: dai 120 dipendenti iniziali agli oltre 400 attuali, dalle due alle cinque linee e dalle circa 35.000 tonnellate annue del 2012 a una capacità vicina alle 120.000 tonnellate di sughi all’anno.


