Banco BPM ha formalizzato una proposta di aggregazione a Banca Monte dei Paschi di Siena con l’obiettivo di dare vita a un nuovo grande polo bancario e finanziario italiano. L’operazione, secondo quanto illustrato dall’istituto di Piazza Meda, porterebbe alla nascita del secondo operatore nazionale per dimensioni e verrebbe realizzata attraverso un modello di integrazione paritaria.
La banca definisce il progetto come un classico “merger of equals“, una formula che consentirebbe di allineare gli interessi degli azionisti delle due realtà mantenendo l’identità storica degli istituti coinvolti.
Secondo Banco BPM, si tratta della soluzione “più coerente per allineare tutti gli azionisti su un disegno industriale comune, preservando il Dna dei due istituti e valorizzando le rispettive culture”.
Un gruppo da oltre 50 miliardi di capitalizzazione
Le dimensioni della futura realtà rappresentano uno degli elementi centrali della proposta.
L’aggregazione darebbe infatti vita a un gruppo con una capitalizzazione di mercato potenzialmente superiore ai 50 miliardi di euro, rafforzando il posizionamento sui mercati finanziari e ampliando la platea degli investitori.
Banco BPM stima inoltre un significativo miglioramento degli indicatori economici e patrimoniali, con una creazione di valore pari ad almeno 5,5 miliardi di euro al netto dei costi di integrazione, quantificati in circa 1,1 miliardi.
Tra gli altri parametri evidenziati figurano un Cet1 ratio fully loaded pro forma intorno al 15% e una crescita degli utili per azione superiore al 10%.
Sinergie per oltre 1,1 miliardi di euro all’anno
Il cuore industriale dell’operazione è rappresentato dalle sinergie che potrebbero derivare dall’integrazione delle due banche.
Banco BPM indica un potenziale beneficio complessivo superiore a 1,1 miliardi di euro lordi annui.
Di questi:
- oltre 650 milioni deriverebbero da risparmi di costo;
- oltre 450 milioni sarebbero generati da sinergie di ricavo.
Nel dettaglio, circa 250 milioni arriverebbero dall’incremento dei ricavi delle reti commerciali, mentre altri 200 milioni sarebbero collegati all’ottimizzazione delle fabbriche prodotto.
Complementarità territoriale e ruolo di Generali
Nel piano illustrato da Banco BPM assume un peso rilevante anche la complementarità geografica tra i due gruppi.
La banca evidenzia una presenza particolarmente forte nelle regioni economicamente più rilevanti del Paese, con Lombardia, Toscana e Veneto che rappresenterebbero alcuni dei territori strategici della nuova realtà.
L’operazione consentirebbe inoltre l’integrazione delle rispettive fabbriche prodotto e valorizzerebbe la partecipazione detenuta da Monte dei Paschi in Generali, considerata un ulteriore elemento di forza nel progetto industriale.
Governance condivisa e tutela dell’identità dei due istituti
La proposta prevede un sistema di governance costruito secondo criteri di equilibrio e rappresentatività tra le parti.
Banco BPM sottolinea che il progetto garantirebbe la salvaguardia dei marchi, delle sedi storiche e del radicamento territoriale che caratterizza entrambe le banche.
L’obiettivo è costruire un percorso condiviso senza disperdere il patrimonio identitario accumulato negli anni dai due istituti.
Per questo motivo la banca auspica l’avvio in tempi rapidi di un confronto con il management di Monte dei Paschi finalizzato a verificare l’esistenza di un interesse reciproco e a definire gli elementi fondamentali di una possibile integrazione attraverso un percorso strutturato e collaborativo.
La posizione di Monte dei Paschi
Da Siena, almeno per il momento, non arrivano commenti ufficiali sul merito della proposta.
“Nessun commento da parte di Banca Monte dei Paschi di Siena in attesa che si riunisca il consiglio di amministrazione della banca”.
L’istituto senese aveva già convocato per domani, lunedì 8 giugno, una riunione del consiglio di amministrazione. Secondo quanto emerso, il Cda esaminerà anche la proposta di aggregazione ricevuta da Banco BPM.
La discussione rappresenterà il primo passaggio formale di una vicenda destinata ad avere un impatto rilevante sugli equilibri del sistema bancario italiano.


