Banca Sella prima banca italiana autorizzata ai servizi cripto: cosa cambia per i clienti

Banca Sella è la prima banca italiana autorizzata ai servizi cripto con MiCA. Nel 2026 lancerà custodia e trasferimento di asset digitali. Cosa cambia per i clienti.

Banca Sella ha completato l’iter di notifica a Banca d’Italia previsto dal regolamento europeo MiCA — acronimo di Markets in Crypto-Assets Regulation — diventando la prima banca in Italia a poter avviare servizi di cripto-attività, con un focus iniziale sulla custodia e sul trasferimento di asset digitali. Un traguardo che segna una discontinuità netta rispetto al passato: per la prima volta, un istituto bancario italiano entra formalmente e legalmente nel mondo delle criptovalute, non come sperimentatore, ma come operatore regolamentato.

Cosa prevede il nuovo servizio

Il nuovo servizio permetterà l’invio, la ricezione e la custodia di asset digitali, come bitcoin e altre altcoin. L’ammissione tra i prestatori di servizi per le cripto-attività consentirà a Sella di lanciare, nel corso del 2026, una soluzione dedicata alla custodia, all’invio e alla ricezione degli asset digitali, rivolta a specifiche tipologie di clienti. Non si tratta dunque di un’offerta di massa immediata, ma di un lancio selettivo — probabilmente orientato in una prima fase alla clientela istituzionale e ai professionisti del settore — destinato ad ampliarsi nel tempo.

Il quadro MiCA e il contesto europeo

L’autorizzazione arriva in un momento cruciale per la finanza digitale in Europa. Il regolamento MiCA, entrato pienamente in vigore alla fine del 2024, ha introdotto per la prima volta un quadro normativo uniforme per gli operatori del settore cripto nell’intera Unione europea, ponendo fine a un regime frammentato in cui ogni Paese si muoveva in ordine sparso. Circa venti banche europee offrono già o stanno preparando servizi su asset digitali sotto MiCA, tra cui colossi come Commerzbank, LBBW, Société Générale FORGE e BBVA. Con questa mossa, Sella porta finalmente l’Italia al tavolo di questo gruppo.

Le radici del progetto: dal 2022 a oggi

L’iniziativa nasce dal percorso di innovazione avviato da Sella con la partecipazione alla sperimentazione promossa nel 2022 dal Fintech Milano Hub di Banca d’Italia sulla tecnologia a registro distribuito, la Distributed Ledger Technology (DLT). Da quella prima incursione nel mondo blockchain, la banca ha costruito progressivamente le competenze necessarie: ha creato un team interno specializzato in DLT e asset digitali, e si è posizionata come player attivo nell’ecosistema europeo della finanza digitale. Sella è tra i fondatori di Qivalis, il consorzio composto da 37 banche europee che punta a emettere una stablecoin denominata in euro entro l’anno, e segue gli sviluppi sulla tokenizzazione dei depositi e i progetti dell’Eurosistema dedicati ai pagamenti digitali, come Pontes e Appia.

La procedura di notifica e i numeri di Sella

L’istituto privato, con 50 miliardi di euro di masse in gestione e oltre 3,1 milioni di clienti, ha concluso una procedura di notifica durata 40 giorni. Un iter relativamente snello, reso possibile dalla solidità del percorso tecnico e regolatorio già costruito negli anni precedenti. La notifica — distinta dalla più complessa procedura di licenza ex novo prevista per gli operatori cripto puri — è la via riservata agli istituti bancari già vigilati che intendono estendere la propria operatività agli asset digitali nell’ambito MiCA.

La visione della banca

«L’evoluzione dei pagamenti verso modelli istantanei, interoperabili e programmabili, favorita anche dalla tokenizzazione della moneta e degli asset, sta ridefinendo le infrastrutture finanziarie a livello europeo e globale», ha dichiarato Andrea Tessera, Managing Director Digital Banking di Banca Sella. Tessera ha sottolineato come negli ultimi anni la banca abbia investito nell’infrastruttura tecnologica e nello sviluppo di competenze in ambito DLT e asset digitali, riconoscendo il loro potenziale nell’evoluzione dei sistemi di pagamento e di regolamento, e ha definito quello di essere la prima banca italiana a offrire servizi di custodia e trasferimento di cripto-attività «un passaggio rilevante».

Cosa cambia per i clienti

Per i clienti, l’ingresso di una banca tradizionale nel settore cripto rappresenta una novità concreta. Avere accesso a bitcoin e ad altri asset digitali attraverso il proprio istituto bancario — anziché tramite exchange non regolamentati o piattaforme estere — significa operare in un ambiente soggetto a vigilanza, con garanzie di trasparenza e tutela del risparmio molto più solide. La custodia degli asset presso una banca autorizzata riduce i rischi legati all’autocustodia (perdita delle chiavi private, furti informatici) e semplifica la gestione fiscale e patrimoniale delle criptovalute. In prospettiva, l’integrazione di questi servizi nell’ecosistema bancario potrebbe rendere gli asset digitali accessibili a una platea molto più ampia, contribuendo a normalizzare uno strumento finanziario ancora percepito da molti come rischioso o di difficile gestione.

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