Marco Ballarini, il sindaco di TikTok: “Traduco la politica in linguaggio semplice e la gente capisce”

Marco Ballarini
Intervista esclusiva a Capitalist con Marco Ballarini, il sindaco di Corbetta diventato famoso in tutta Italia come il "sindaco di TikTok": dalla comunicazione digitale ai grandi progetti urbani finanziati con fondi PNRR, fino alle strategie per trattenere i giovani e rafforzare i servizi ai cittadini.

Marco Ballarini, conosciuto ormai in tutta Italia come il “sindaco di TikTok“, ha trasformato il proprio ruolo in un modello di amministrazione moderna, diretta e vicina ai cittadini. Grazie a uno stile comunicativo immediato, capace di parlare ai giovani senza perdere il contatto con famiglie e anziani, il sindaco di Corbetta, in provincia di Milano, è riuscito a rendere la politica locale concreta, comprensibile e persino virale. Tra social network, innovazione amministrativa, servizi ai cittadini e grandi progetti urbani, Ballarini rappresenta oggi una delle figure più originali del panorama amministrativo italiano.

Sindaco Ballarini, lei è noto come il “sindaco di TikTok”. In che modo questa comunicazione diretta sui social si traduce concretamente in maggiore partecipazione civica e risultati amministrativi?

Questa comunicazione sui social mi permette di raggiungere rapidamente un numero enorme di cittadini, elettori e futuri elettori. Quando pubblico un video o un post sulle attività, i risultati o le iniziative di Corbetta, quei contenuti vengono visti da persone in tutta Italia e spesso diventano esempi per altri amministratori locali.

Un esempio concreto riguarda il progetto del “Dopo di Noi”: un anno fa abbiamo inaugurato alcuni appartamenti destinati a ragazzi con disabilità, affinché possano iniziare un percorso di autonomia e prepararsi al futuro senza i genitori. L’iniziativa ha ricevuto moltissimi apprezzamenti e tante persone mi hanno scritto dicendo che vorrebbero vedere progetti simili anche nei propri comuni.

Lo stesso accade con gli eventi cittadini. Che si tratti di iniziative ludiche, come Natale, Halloween o la festa della città, oppure di incontri istituzionali, i social permettono di coinvolgere persone anche da fuori Corbetta. Per esempio, durante la festa cittadina abbiamo organizzato uno spettacolo di droni e, grazie agli inviti pubblicati su TikTok e Instagram, sono arrivate migliaia di persone anche da altri territori.

Quali strumenti avete introdotto per rendere più trasparenti le decisioni del Comune e rafforzare la fiducia tra cittadini e istituzioni?

Oltre ai tradizionali consigli comunali in streaming, dopo ogni seduta pubblico sui social un breve report semplice e comprensibile, in cui sintetizzo le decisioni più importanti approvate dal Consiglio o dalla Giunta.

Credo sia fondamentale tradurre il linguaggio istituzionale in qualcosa di accessibile. Durante il referendum sulla riforma della giustizia, ad esempio, ho spiegato i quesiti una volta “in stile Sanremo” e un’altra “in stile Brawl Stars”. Tantissimi ragazzi e anche molti adulti mi hanno scritto dicendo che finalmente avevano compreso il significato del referendum.

Quando incontro gli studenti nelle scuole, spiego spesso l’importanza dei fondi PNRR. Dico sempre ai ragazzi che quei soldi interesseranno soprattutto loro, perché un domani saranno le nuove generazioni a dover sostenere quel debito. Ma per coinvolgerli davvero bisogna utilizzare un linguaggio chiaro, lontano dalla burocrazia e dalla politica tradizionale.

Secondo me è proprio questa semplicità a creare maggiore trasparenza e vicinanza tra cittadini e istituzioni.

Qual è oggi il principale punto di forza di Corbetta e quale, invece, la criticità più urgente da affrontare nei prossimi anni?

Il principale punto di forza di Corbetta sono i servizi. Sempre più persone scelgono di trasferirsi qui per la qualità della vita e per il supporto che il Comune offre alle famiglie.

Una mamma, proprio questa mattina, mi raccontava quanto sia importante poter contare sui campus organizzati durante le vacanze scolastiche. Abbiamo inoltre il servizio scuolabus per le frazioni, doposcuola con insegnanti dedicati e numerosi servizi sociali per famiglie, giovani e anziani.

Anche la sicurezza rappresenta un elemento distintivo. Rispetto ad altri comuni della zona, Corbetta è ancora una città tranquilla, dove molte persone si sentono sicure a camminare la sera.

Negli ultimi dieci anni abbiamo investito molto nella qualità della vita: piste ciclabili, attività per anziani e giovani, progetti sociali e iniziative di comunità. Per esempio, ogni mese contattiamo telefonicamente gli over 70 per fare due chiacchiere e informarli sui servizi disponibili. Un gesto semplice, ma aiuta a creare vicinanza e senso di appartenenza.

Le criticità principali, invece, sono due. La prima riguarda la sicurezza: temo che nei prossimi anni diventerà un problema sempre più diffuso in tutta Italia e vogliamo prevenirlo prima che emerga anche qui. Per questo la polizia locale è operativa fino alle 22 ogni giorno e abbiamo attivato anche un servizio notturno di pattugliamento privato.

La seconda emergenza riguarda la casa. Sempre più persone vogliono trasferirsi a Corbetta, ma oggi c’è una forte carenza di abitazioni disponibili e i prezzi stanno crescendo rapidamente.

Molti piccoli comuni faticano ad attrarre investimenti. Quali azioni concrete avete introdotto per sostenere le imprese locali e creare nuove opportunità economiche?

Siamo riusciti a ottenere un importante finanziamento di Regione Lombardia destinato allo sviluppo delle attività commerciali locali.

Grazie a questi fondi abbiamo sostenuto 35 imprese di vicinato con contributi a fondo perduto, aiutandole a migliorare i servizi o ad ampliare la propria attività. Alcuni commercianti hanno rinnovato negozi e laboratori, mentre altri hanno avviato nuove linee produttive.

Parallelamente abbiamo investito nelle infrastrutture, realizzando una pista ciclabile lungo un’ex strada statale per collegare una frazione periferica al centro cittadino. Questo ha migliorato la mobilità sostenibile e favorito anche il commercio locale, rendendo il centro più facilmente raggiungibile a piedi o in bicicletta.

Qual è la sua visione strategica per lo sviluppo di Corbetta nei prossimi anni? Ci sono progetti già finanziati o in fase avanzata?

La nostra visione parte da una scelta precisa: limitare il consumo di suolo e preservare il verde.

Tra i principali progetti in corso c’è il recupero di un ex museo del legno, finanziato con fondi PNRR, che diventerà uno spazio dedicato allo studio e all’aggregazione per giovani e universitari.

Un secondo intervento riguarda un’ex casa di riposo che sarà trasformata in una comunità terapeutica a bassa intensità per minori. Sarà una struttura unica nella Città Metropolitana di Milano e una delle poche presenti in Lombardia. Purtroppo i disagi psicologici tra i giovani sono in forte aumento e vogliamo offrire una risposta concreta al territorio.

Infine, stiamo lavorando al recupero di un ex consorzio agrario abbandonato da oltre trent’anni nel centro della città. L’obiettivo è trasformarlo in un nuovo polo commerciale e sociale, con negozi di prodotti locali, spazi per artigiani e aree verdi.

Parallelamente prosegue il progetto di riforestazione urbana: abbiamo già piantato circa 500mila alberi e continueremo a investire sul verde e sulla sostenibilità ambientale.

I giovani spesso lasciano i piccoli centri. Cosa fa la vostra amministrazione per trattenerli?

Stiamo lavorando per migliorare i collegamenti con Milano e rendere gli spostamenti più rapidi ed efficienti.

Ogni anno il Comune eroga contributi all’affitto destinati soprattutto ai giovani e alle famiglie con ISEE più basso. In molti casi si tratta, di fatto, di un mese di affitto pagato dal Comune.

Abbiamo inoltre investito molto nella fibra ottica, portandola anche nelle zone più periferiche della città, così da favorire lo smart working e rendere Corbetta più attrattiva per chi lavora da remoto.

Un comune come il nostro può aiutare i giovani soprattutto su tre aspetti: casa, mobilità e qualità del lavoro. Se riusciamo a garantire questi elementi, molti ragazzi possono scegliere di restare qui invece di trasferirsi a Milano, dove oggi il costo della vita e degli affitti è diventato sempre più difficile da sostenere.

In un’epoca in cui la politica fatica spesso a parlare alle persone, Marco Ballarini ha scelto un linguaggio semplice, diretto e vicino alla quotidianità dei cittadini. Tra innovazione, servizi e comunicazione digitale, il modello Corbetta dimostra come anche un comune possa diventare un laboratorio moderno di partecipazione e amministrazione pubblica.

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