Si è concluso il 24 ottobre a Roma, presso il Palazzetto delle Carte Geografiche, il convegno nazionale “Auto Elettriche e Pompe di Calore – Analisi delle cause che ne frenano la diffusione”, promosso da Adiconsum nell’ambito del progetto Green Circle 2. Due i temi al centro del dibattito: la mobilità sostenibile e il riscaldamento domestico, settori chiave per la transizione energetica ma ancora frenati da barriere culturali, scarsa informazione e incertezze normative.
L’iniziativa, rivolta a consumatori e decisori politici, ha puntato a promuovere maggiore consapevolezza e soluzioni concrete per accompagnare il Paese verso un futuro più sostenibile.
Pompe di calore: poca chiarezza e timore di spese eccessive
Secondo l’indagine condotta da Adiconsum su un campione di oltre 500 consumatori, solo l’8% utilizza una pompa di calore per il riscaldamento, mentre quasi la metà (47,7%) possiede ancora una caldaia a gas a condensazione e un quarto una caldaia tradizionale.
Le barriere non sono solo economiche. Il 28,6% degli intervistati sceglierebbe una pompa di calore solo se la tecnologia fosse “chiara e tutelata”, mentre il 18,7% preferisce mantenere l’attuale impianto per evitare spese e il 14,4% lo farebbe solo con un ritorno economico entro cinque anni.
Chi però ha già adottato questa soluzione sembra soddisfatto: quasi l’80% ritiene la pompa di calore conveniente e l’87,9% la sceglierebbe per i risparmi energetici. Restano però diffusi i timori legati alla complessità degli incentivi e alla stabilità normativa: oltre la metà del campione teme che “i venditori approfittino dei bonus per alzare i prezzi”.
Le proposte di Adiconsum per favorire la diffusione di queste tecnologie puntano su quattro pilastri: comunicazione trasparente, progettazione corretta, formazione tecnica degli operatori e politiche pubbliche stabili e coerenti.
Mobilità elettrica: mancano fiducia e informazione
Più complessa la situazione della mobilità elettrica, ancora percepita con diffidenza, soprattutto tra gli over 55 (quasi il 75% del campione). Dall’indagine emerge che oltre il 70% ritiene che un’auto elettrica non risponda alle proprie esigenze quotidiane e quasi l’80% non ne ha mai guidata una.
La percezione è condizionata dalla disinformazione: il 23,4% lamenta la scarsità di colonnine di ricarica, il 18,3% teme che le batterie si esauriscano in pochi anni e il 14,5% pensa che i costi di manutenzione siano più elevati rispetto a un’auto tradizionale.
Preoccupante anche il rapporto con i concessionari: il 73,9% degli intervistati non si è mai rivolto a un rivenditore per chiedere informazioni su un veicolo elettrico, e tra chi lo ha fatto solo il 12,5% ha avuto accesso a un test drive.
Concessionari poco preparati: il “mystery shopping” Adiconsum
Per approfondire il tema, Adiconsum ha realizzato un’indagine di mystery shopping in 60 concessionarie di dieci città italiane, da Milano a Palermo. Il risultato è eloquente: nessun concessionario ha ottenuto il punteggio “ottimo” e solo sette hanno raggiunto la sufficienza complessiva.
Le principali criticità riguardano la scarsa preparazione dei venditori, la mancanza di informazioni sulle batterie, i tempi di ricarica e i costi di manutenzione. In molti casi i venditori hanno dimostrato poca competenza tecnica e una preferenza per i motori tradizionali o ibridi.
“È un segnale chiaro – ha sottolineato Adiconsum – della necessità di una formazione mirata per i professionisti del settore e di spazi dedicati esclusivamente alla mobilità elettrica”.
Le proposte: informazione, formazione e tutela dei consumatori
Tra le raccomandazioni avanzate da Adiconsum:
– Contrastare le fake news e le vendite ingannevoli
– Formare i venditori come referenti affidabili per i cittadini
– Creare showroom dedicati alle auto elettriche
– Accompagnare i consumatori nel percorso di adozione delle nuove tecnologie
– Proteggere gli incentivi pubblici da informazioni distorte
– Coinvolgere le associazioni dei consumatori nelle campagne informative
“La transizione non può essere lasciata al mercato”
“La transizione energetica – ha dichiarato Carlo De Masi, presidente nazionale di Adiconsum – non può essere affidata solo al mercato. Servono politiche stabili, competenze diffuse e fiducia costruita nel tempo”.
De Masi ha sottolineato inoltre la necessità di un sistema di orientamento indipendente, capace di guidare i cittadini nelle scelte d’acquisto e nella sostituzione delle tecnologie obsolete: “Le associazioni dei consumatori devono avere un ruolo centrale nel promuovere una transizione giusta, accessibile e consapevole”.
Il convegno ha ribadito un concetto chiave: la transizione ecologica non passa solo per incentivi e tecnologie, ma per informazione, formazione e fiducia. Solo così l’Italia potrà davvero accelerare verso un futuro sostenibile.


