Attacco hacker a La Sapienza, sistemi informatici offline: disagi per studenti e docenti

Università La Sapienza di Roma

La Sapienza Università di Roma, una delle più grandi e antiche università d’Europa, è stata colpita da un attacco informatico che ha messo offline gran parte dei suoi sistemi IT. Tra i servizi coinvolti figurano il portale di gestione degli studenti e numerose piattaforme digitali essenziali per esami, iscrizioni e comunicazioni interne.

Il blocco ha avuto un impatto immediato sull’attività accademica, costringendo l’ateneo a sospendere o riorganizzare molte funzioni online.

La risposta del governo e il ruolo della Farnesina

Sul fronte della sicurezza nazionale, il ministro degli Esteri Antonio Tajani è intervenuto per fare il punto sull’evoluzione della minaccia cibernetica internazionale e sulle contromisure adottate dall’Italia.

Tajani ha spiegato che, grazie alla recente riforma della sicurezza cibernetica del Ministero degli Esteri, è stata istituita una nuova Sala operativa alla Farnesina, dedicata alla prevenzione e al monitoraggio di attacchi informatici di matrice straniera. Secondo il ministro, questa struttura ha già consentito di anticipare un attacco hacker diretto contro diverse sedi diplomatiche italiane, inclusa la Farnesina, e contro siti collegati a eventi internazionali imminenti, come i preparativi per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.

L’ipotesi ransomware e la matrice degli attacchi

Secondo quanto riferito dal ministro, la matrice degli attacchi sarebbe riconducibile a gruppi legati alla Federazione Russa. Tajani ha sottolineato come il rafforzamento dei sistemi di sicurezza e la cooperazione con partner internazionali siano elementi centrali per la difesa delle istituzioni e delle infrastrutture critiche italiane.

Le prime ricostruzioni indicano che l’incidente che ha colpito La Sapienza potrebbe essere stato causato da un ransomware, un malware in grado di criptare dati e reti. L’azione sarebbe riconducibile a gruppi criminali filo-russi, che avrebbero utilizzato varianti già note, come Bablock, con finalità di estorsione informatica.

Ateneo al lavoro per contenere i danni

Per limitare la diffusione del malware e tutelare l’integrità dei dati, le autorità universitarie hanno deciso di spegnere temporaneamente le infrastrutture informatiche. L’ateneo sta operando in collaborazione con tecnici specializzati, la Polizia Postale e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, con l’obiettivo di recuperare le informazioni attraverso backup sicuri e ripristinare gradualmente i sistemi.

Disagi per studenti e docenti

L’attacco ha provocato disagi diffusi per studenti e personale docente. Molte attività online sono state sospese o gestite tramite canali alternativi, mentre diverse informazioni accademiche non sono risultate accessibili. Anche alcuni servizi amministrativi hanno subito rallentamenti.

L’università ha assicurato che, nonostante i sistemi restino in parte offline, è in corso un lavoro progressivo per il ripristino completo dei servizi digitali.

Un contesto di minacce sempre più frequenti

L’episodio che ha coinvolto La Sapienza si inserisce in un quadro più ampio, caratterizzato da campagne di attacco sempre più sofisticate condotte da cybercriminali e gruppi sponsorizzati da Stati esteri contro università, enti pubblici e infrastrutture strategiche.

La frequenza crescente di questi eventi evidenzia la necessità di rafforzare le difese digitali italiane, sia nel settore pubblico sia in quello privato. La risposta istituzionale — con l’attivazione della Sala operativa alla Farnesina e il rafforzamento della collaborazione tra agenzie di cyber intelligence e forze dell’ordine — segnala una maggiore consapevolezza della portata della minaccia e delle risorse indispensabili per contrastarla.

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