Apple sotto indagine Antitrust in Italia: nel mirino iCloud e il Digital Markets Act

Apple
L’Antitrust italiana avvia una prima indagine su Apple per possibili violazioni del Digital Markets Act. Sotto osservazione i vantaggi concessi a iCloud rispetto ai servizi cloud concorrenti.

Per la prima volta in Italia viene attivato uno dei poteri previsti dal nuovo regolamento europeo sui mercati digitali. E al centro del procedimento finisce Apple.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha infatti avviato un’indagine formale nei confronti di Apple Inc., Apple Distribution International Ltd e Apple Italia S.r.l. per verificare il rispetto degli obblighi previsti dal Digital Markets Act (DMA), la normativa europea nata per garantire maggiore concorrenza nei mercati digitali dominati dalle Big Tech.

Il procedimento riguarda in particolare i sistemi operativi iOS e iPadOS e il modo in cui Apple gestisce l’accesso ai servizi cloud concorrenti rispetto al proprio ecosistema proprietario.

Il nodo centrale riguarda iCloud e l’accesso ai concorrenti

Secondo quanto stabilisce l’articolo 6, paragrafo 7 del Digital Markets Act, Apple è obbligata a garantire ai fornitori terzi di servizi cloud consumer, gratuitamente, una reale interoperabilità con le componenti hardware e software gestite attraverso i sistemi operativi iOS e iPadOS.

La normativa europea impone inoltre che tali operatori abbiano accesso alle stesse risorse tecnologiche utilizzate internamente dal servizio iCloud di Apple.

Ed è proprio qui che emergono i dubbi dell’Antitrust italiana.

L’Autorità ritiene infatti di avere elementi sufficienti per ipotizzare che i fornitori concorrenti di servizi cloud non siano posti nelle stesse condizioni operative del servizio proprietario di Apple.

Il sospetto: backup completi consentiti solo a iCloud

Tra gli esempi citati nel procedimento emerge un punto estremamente rilevante.

Secondo le prime verifiche effettuate dall’Autorità, Apple sembrerebbe non consentire ai servizi alternativi di cloud storage di utilizzare alcune componenti di iOS e iPadOS che permettono il backup completo dei dati presenti sui dispositivi.

Una funzione che invece risulta disponibile per il servizio iCloud sviluppato internamente dalla stessa Apple.

Se questa ipotesi fosse confermata, i concorrenti non avrebbero accesso agli stessi strumenti tecnologici garantiti al servizio proprietario dell’azienda di Cupertino.

Il rischio sarebbe una distorsione della concorrenza nel mercato dei servizi cloud destinati agli utenti finali.

Prima applicazione italiana dei poteri previsti dal DMA

L’indagine segna un passaggio particolarmente importante anche dal punto di vista istituzionale.

Si tratta infatti della prima volta che l’Antitrust italiana esercita formalmente i poteri previsti dall’articolo 38, paragrafo 7 del Digital Markets Act.

Questi poteri sono stati attribuiti all’Autorità dalla Legge 30 dicembre 2023 numero 214, la cosiddetta Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2022.

In particolare, il riferimento normativo riguarda l’articolo 18 dedicato alle:

“Misure per l’attuazione del regolamento (UE) 2022/1925 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 settembre 2022, relativo a mercati equi e contendibili nel settore digitale”.

La normativa attribuisce all’Autorità italiana il compito di supportare l’Unione Europea nello svolgimento di indagini preliminari relative all’applicazione del Digital Markets Act.

Indagine svolta insieme alla Commissione Europea

Il procedimento non si svolge in autonomia.

L’Antitrust italiana sta operando in stretta collaborazione con la European Commission, che resta l’unica autorità formalmente competente nell’applicazione definitiva del Digital Markets Act a livello comunitario.

Una volta conclusa l’attività istruttoria italiana, i risultati raccolti saranno trasferiti alla Commissione Europea.

Bruxelles utilizzerà gli elementi emersi dall’indagine per decidere eventuali successive azioni ufficiali nei confronti di Apple.

Perché questa indagine può cambiare il mercato digitale europeo

Il procedimento aperto dall’Antitrust italiana rappresenta un test molto importante per il futuro del Digital Markets Act.

La normativa europea nasce infatti con un obiettivo preciso: impedire che le grandi piattaforme digitali possano favorire i propri servizi interni limitando la concorrenza di operatori esterni.

Nel caso Apple, il tema riguarda direttamente milioni di utenti che utilizzano servizi di archiviazione cloud su iPhone e iPad.

Se venisse accertato che iCloud beneficia di un accesso privilegiato a funzioni non disponibili ai concorrenti, il caso potrebbe aprire uno dei primi grandi scontri regolatori europei tra Bruxelles e una Big Tech americana.

Il settore tecnologico europeo osserva adesso con massima attenzione.

Perché da questa indagine potrebbe nascere uno dei precedenti più importanti nella nuova stagione di regolamentazione del potere delle piattaforme digitali globali.

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