Al bar, davanti al bancone, il caffè diventa un appuntamento fisso, spesso ripetuto più volte al giorno: un gesto semplice che racchiude socialità, pausa e identità culturale. L’espresso, con la sua crema densa e il gusto deciso, è un simbolo di italianità nel mondo, ma soprattutto un legame viscerale che accompagna milioni di persone tra lavoro, incontri e momenti di convivialità.
In Italia il caffè al bar non è mai solo “caffè”: è una tradizione che scandisce le giornate e resiste al tempo.
Il caffè al bar in Italia è aumentato
L’aumento del prezzo del caffè al bar in Italia ha superato il 20% nel confronto tra il 2021 e il 2025. Il prezzo medio è passato da 1,04 euro nel 2021 a 1,25 euro in agosto 2025, con un incremento del 20,6% nelle grandi città italiane. L’aumento è attribuibile a diversi fattori, tra cui l’aumento dei costi della materia prima e delle dinamiche della filiera produttiva.
I dati emergono da uno studio condotto dal Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc) in collaborazione con Assoutenti – diffusi dall’Ansa -, in occasione della Giornata Internazionale del Caffè, che è stata celebrata l’1 ottobre.
A Bolzano il caffè più caro
In termini geografici, il prezzo del caffè varia molto: a Bolzano si arriva a pagare una tazzina fino a 1,47 euro, mentre a Catanzaro il prezzo è più basso, intorno a 1 euro, risultando tra le città dove costa meno.
L’Italia secondo esportatore mondiale di caffè
Per quanto riguarda l’export, il caffè torrefatto è effettivamente il quarto prodotto agroalimentare italiano più esportato, dopo vino, pasta e prodotti di pasticceria e panetteria. Nel 2023 ha raggiunto un valore di circa 2,26 miliardi di euro, confermando l’Italia come il secondo esportatore mondiale di questo prodotto agrolimentare dopo il Brasile. L’export italiano rappresenta circa il 3,5% dell’export agroalimentare totale, con un volume di oltre 285 mila tonnellate esportate.
Le cause principali dell’aumento del prezzo della tazzina in Italia
Le cause principali dell’aumento del prezzo della tazzina di caffè in Italia sono molteplici. Di seguito una sintesi.
- Aumento del costo delle materie prime: le condizioni climatiche estreme nei principali paesi produttori come Brasile e Colombia, con siccità, gelate e altri eventi simili, hanno ridotto la produzione di caffè verde, spingendo i prezzi verso l’alto.
- Crisi nei trasporti: problemi come il blocco del canale di Suez e la necessità di evitare il passaggio nel Mar Rosso hanno allungato i tempi e i costi di trasporto, incidendo sul prezzo finale della tazzina.
- Aumento della domanda globale, soprattutto da paesi emergenti come Cina e India, che ha messo sotto pressione risorse sostanzialmente stabili, facendo crescere i prezzi.
- Speculazioni finanziarie legate alle quotazioni del caffè, con raddoppio dei prezzi del caffè Robusta e aumento significativo di quelli dell’Arabica.
- Inflazione generale che ha fatto salire i costi dei servizi, manodopera e affitti nel settore della ristorazione, contribuendo a rincari ulteriori.
- Conversione delle coltivazioni: alcuni coltivatori sostituiscono le piantagioni di caffè con colture più redditizie, riducendo così la disponibilità di caffè di qualità.
- Fattori geopolitici e normative: incertezze riguardo dazi e restrizioni sull’importazione e la produzione incidono sui costi.


