Amazon ha interrotto lo sviluppo di Blue Jay, il suo ambizioso robot multi-braccio per la logistica, dopo meno di sei mesi dal debutto pubblico avvenuto nell’ottobre 2025. Presentato come una piattaforma compatta per i centri di consegna in giornata negli USA, il prototipo è stato testato in un impianto in South Carolina.
Secondo il portale Business Insider, che ha riportato le dichiarazioni del portavoce Terrence Clark, Blue Jay era un esperimento non destinato alla produzione di massa. L’hardware è stato accantonato, ma software, algoritmi di manipolazione e sistemi di riconoscimento confluiranno in altri progetti interni, con il personale redistribuito senza licenziamenti.
Le caratteristiche tecniche e i limiti
Blue Jay integrava più bracci robotici per afferrare, spostare e smistare pacchi contemporaneamente su una linea unica, eliminando stazioni separate e ottimizzando lo spazio. Sviluppato in poco più di un anno grazie a IA e simulazioni digitali, rappresentava un passo verso l’automazione intelligente nelle consegne same-day. Tuttavia, la sua architettura sofisticata – con sensori avanzati e capacità multi tasking – ha rivelato limiti pratici, evidenziando il gap tra prototipi digitali e applicazioni reali in fabbrica, dove i dati per l’addestramento IA sono costosi e l’ambiente imprevedibile.
I motivi del fallimento: costi e complessità
Fonti interne ad Amazon, citate sempre da Business Insider, parlano di costi elevati, difficoltà di produzione su larga scala e problemi di integrazione negli impianti esistenti. La complessità multi-braccio ha reso il sistema difficile da industrializzare, con un onere economico che ha superato i benefici attesi. Questo stop, rappresenta una lezione chiave: i progressi dell’IA nel virtuale non si traducono facilmente nel fisico, dove variabili come usura, manutenzione e affidabilità operativa richiedono operazioni più lunghe.
Il contesto della revisione logistica Amazon
La cancellazione si inserisce in una ristrutturazione più ampia. Amazon abbandona il modello “Local Vending Machine” per “Orbital”, un sistema modulare con spazi ridotti e configurazioni flessibili, potenzialmente integrabile nei supermercati Whole Foods (acquisiti nel 2017).
Il primo impianto Orbital è previsto non prima del 2027, focalizzandosi su spesa e prodotti freschi. Nonostante ciò, Amazon conta già centinaia di migliaia di robot nei magazzini, ereditati da Kiva Systems e potenziati da nuovi come Vulcan, dotato di sensibilità tattile.
Le prospettive future e il rischio
Non è un passo indietro generale: Amazon mira ad automatizzare il 75% delle operazioni entro il 2033.
Blue Jay appare una correzione di rotta, non un fallimento. Tuttavia, segnala che anche per i giganti tech, rendere l’IA economicamente sostenibile richiede tempo e denaro. Il rischio? Mentre si affinano questi sistemi, i lavoratori umani potrebbero pagare il prezzo di transizioni accelerate, con impatti su occupazione e competenze nel settore logistico globale.
FAQ
Cos’era il robot Blue Jay sviluppato da Amazon?
Blue Jay era un prototipo di robot logistico dotato di più bracci robotici, progettato per afferrare, spostare e smistare pacchi contemporaneamente su una sola linea di lavoro. L’obiettivo era migliorare l’efficienza nei centri di consegna rapida negli Stati Uniti.
Perché Amazon ha cancellato il progetto Blue Jay?
Secondo fonti interne e dichiarazioni aziendali, il progetto è stato interrotto a causa di costi elevati, complessità tecnica e difficoltà di produzione su larga scala. Inoltre, integrare il sistema negli impianti logistici esistenti si è rivelato più complicato del previsto.
Blue Jay era destinato alla produzione di massa?
No. Amazon ha chiarito che Blue Jay era un progetto sperimentale, utilizzato per testare nuove tecnologie robotiche e algoritmi di manipolazione. Le tecnologie sviluppate verranno comunque integrate in altri progetti interni.
Che fine faranno le tecnologie sviluppate per Blue Jay?
Il software, gli algoritmi di riconoscimento e i sistemi di manipolazione sviluppati per Blue Jay saranno riutilizzati in altri progetti robotici e di automazione nei magazzini Amazon.
Amazon utilizza già robot nei suoi magazzini?
Sì. Amazon utilizza centinaia di migliaia di robot nei suoi centri logistici, molti dei quali derivano dalla tecnologia di Kiva Systems, azienda acquisita nel 2012. Negli ultimi anni sono stati introdotti anche robot più avanzati come Vulcan.
Amazon continuerà a investire nell’automazione della logistica?
Sì. Nonostante lo stop a Blue Jay, Amazon punta ad automatizzare fino al 75% delle operazioni logistiche entro il 2033, sviluppando nuovi sistemi robotici e piattaforme più efficienti.


