Amazon è al centro di una tempesta politica dopo aver annunciato l’intenzione di mostrare ai consumatori americani l’impatto dei dazi imposti dal presidente Donald Trump sui prezzi dei prodotti venduti sulla sua piattaforma.
La decisione ha provocato una reazione immediata da parte della Casa Bianca, con la portavoce Karoline Leavitt che ha definito l’iniziativa un “atto ostile e politico”. La mossa ha avuto ripercussioni anche sui mercati, con il titolo di Amazon che ha aperto in calo del 2,1% a Wall Street, segnando una giornata turbolenta per il gigante dell’e-commerce.
Il piano di Amazon: trasparenza sui dazi
Secondo quanto riportato, Amazon pianifica di includere accanto al prezzo totale di ogni prodotto una specifica indicazione della quota dovuta ai dazi imposti dall’amministrazione Trump. Questa scelta, che punta a una maggiore trasparenza per i consumatori, è stata interpretata dalla Casa Bianca come una critica diretta alla politica tariffaria del presidente. I dazi, introdotti a partire dal 2 aprile scorso, prevedono un’imposta del 145% sulle importazioni dalla Cina e del 10% su quelle da altri Paesi, con l’obiettivo di incentivare la produzione nazionale e ridurre la dipendenza da fornitori esteri. Tuttavia, l’aumento dei costi si è tradotto in prezzi più alti per i consumatori americani, un effetto che Amazon sembra voler evidenziare.
La reazione della Casa Bianca
Durante un briefing con la stampa, Karoline Leavitt ha espresso il disappunto dell’amministrazione Trump, dichiarando: “Questo è un atto ostile e politico da parte di Amazon”. La portavoce ha rivelato di aver discusso la questione direttamente con il presidente, sottolineando come la decisione del colosso dell’e-commerce sia percepita come un tentativo di screditare la strategia economica della Casa Bianca. Leavitt ha aggiunto: “Perché Amazon non ha fatto lo stesso quando l’amministrazione Biden ha portato l’inflazione ai livelli più alti degli ultimi 40 anni?”, suggerendo un doppio standard nella condotta dell’azienda. Ha poi esortato i consumatori a “comprare americano” per sostenere le catene di approvvigionamento nazionali.
Un contesto di tensioni economiche
La politica tariffaria di Trump ha generato un impatto significativo sull’economia americana, con ripercussioni su aziende, consumatori e mercati finanziari. A inizio aprile, l’annuncio di dazi generalizzati aveva causato un crollo del 5% dell’indice S&P 500, il peggiore dal giugno 2020, alimentando timori di una recessione globale. Sebbene Trump abbia successivamente sospeso per 90 giorni i dazi “reciproci” su molti Paesi, mantenendo però quelli sulla Cina al 125%, le aziende come Amazon si trovano a navigare in un clima di incertezza economica.
L’impatto sui venditori e i consumatori
La decisione di Amazon di evidenziare i costi dei dazi arriva in un momento di crescenti difficoltà per i suoi venditori terzi, che costituiscono la maggior parte delle vendite sulla piattaforma. Secondo un’analisi di SmartScout, dalla seconda settimana di aprile 2025, circa 930 prodotti su Amazon hanno subito aumenti di prezzo, con un incremento medio del 29% in categorie come abbigliamento, gioielli, elettronica e giocattoli. Molti venditori, come Dusty Kenney di PrimaStella, hanno dichiarato di essere costretti ad assorbire i costi dei dazi per rimanere competitivi, rischiando però di uscire dal mercato. Altri, come Zulay Kitchen, hanno aumentato i prezzi di alcuni articoli, come un colino da cucina passato da 9,99 a 12,99 dollari. Amazon, da parte sua, ha minimizzato l’entità degli aumenti, sostenendo che riguardano solo l’1% dei 100.000 prodotti più venduti e che l’incremento medio è del 6%.
Le ripercussioni a Wall Street
La reazione della Casa Bianca ha avuto un impatto immediato sul mercato azionario. Oggi, 29 aprile, il titolo di Amazon ha aperto con una perdita dell’1%, arrivando a cedere il 2,1% nel corso della giornata. Questo calo si inserisce in un contesto di volatilità più ampia, con l’indice S&P 500 ancora in calo dell’11,2% rispetto al massimo di febbraio, a causa delle incertezze legate alla politica tariffaria di Trump. La mossa di Amazon è stata percepita dagli investitori come un rischio aggiuntivo, in quanto potrebbe alimentare il malcontento dei consumatori e attirare ulteriori critiche dall’amministrazione. Alcuni analisti, tuttavia, vedono nella strategia di trasparenza un tentativo di Amazon di proteggersi da accuse di opacità, spostando l’attenzione sui dazi come causa degli aumenti di prezzo.
Un precedente scomodo: Amazon e la Cina
Leavitt ha colto l’occasione per ricordare un episodio controverso del 2021, quando Amazon fu accusata di aver messo in vendita sul suo sito cinese una raccolta di discorsi del presidente Xi Jinping. Questo riferimento sembra mirare a dipingere Amazon come un’azienda con legami ambigui con la Cina, un’accusa che si allinea con la retorica di Trump contro le imprese che dipendono da fornitori cinesi. Tuttavia, Amazon non è sola nel subire le conseguenze dei dazi: altre piattaforme come Shein e Temu hanno già introdotto sovrapprezzi significativi per compensare i costi, una pratica che Amazon sembra voler evitare, optando invece per la trasparenza.
Le strategie di Amazon per mitigare i dazi
Per affrontare l’impatto dei dazi, Amazon ha adottato diverse misure. Il CEO Andy Jassy ha dichiarato che l’azienda ha effettuato acquisti anticipati di inventario e sta rinegoziando i termini con i fornitori per mantenere i prezzi competitivi. Inoltre, Amazon ha contattato i suoi venditori terzi per valutare come i dazi stiano influenzando le loro strategie di prezzo, logistica e approvvigionamento, come riportato da un’email interna visionata da CNBC. Alcuni venditori stanno esplorando alternative come il trasferimento della produzione in Paesi con dazi più bassi, come India o Messico, anche se tali cambiamenti richiedono anni e investimenti significativi.


