Nel 2025, l’Agenzia delle Entrate ha identificato circa 200.000 evasori fiscali tra persone fisiche e imprese, grazie a un’analisi su 17 milioni di posizioni fiscali. Di questi, il 57% (circa 116.000) non aveva presentato la dichiarazione dei redditi nonostante fosse obbligato, mentre il restante 43% (86.000 soggetti) operava completamente in nero, ed era del tutto sconosciuto al fisco.
I chiarimenti di Carbone
Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, durante un intervento a Telefisco 2026, ha chiarito: “L’anno scorso l’Agenzia delle Entrate ha analizzato 17 milioni di posizioni. Non tutte queste si trasformano in controlli. Abbiamo intercettato 200.000 evasori totali tra imprese e contribuenti”. Carbone ha chiarito che le analisi si basano su criteri selettivi per individuare incongruenze significative: “Non esiste alcun automatismo rispetto a eventuali controlli. Non esiste l’IA generativa”.
In arrivo milioni di lettere di compliance
Nel 2026 partiranno oltre 2,4 milioni di lettere di compliance, inviate come preavvisi per permettere ai contribuenti di regolarizzarsi volontariamente ed evitare accertamenti formali. “Le lettere di compliance, sono dei reminder, servono a ricordare al contribuente di rivedere se ha messo in atto un comportamento più o meno corretto. Una parte per chi ha dimenticato, l’altra per chi non ha presentato dichiarazione. Per Iva le lettere arriveranno a chi non ha inviato comunicazioni periodiche. Le lettere hanno la funzione di ricordare che si è messo in atto un comportamento non corretto”.
Queste lettere, concordate con il MEF, colpiscono casi di omissioni su dichiarazioni, IVA o comunicazioni periodiche, con l’obiettivo di incentivare l’adempimento spontaneo senza sanzioni immediate. L’approccio dell’Agenzia delle Entrate privilegia l’analisi umana e algoritmi trasparenti, senza AI generativa, per garantire contraddittorio e rispetto normativo. I dati confermano un’intensificazione della lotta all’evasione fiscale, con focus su PMI e contribuenti irregolari.
C’è differenza tra lettere di compliance e controlli fiscali
Le lettere di compliance sono semplici avvisi informali, come un reminder preventivo. L’Agenzia le invia quando rileva possibili errori o omissioni nelle dichiarazioni, ad esempio redditi non dichiarati o problemi con l’IVA. Non obbligano a pagare subito né applicano sanzioni automatiche: servono solo a invitare il contribuente a controllare i suoi dati e a correggerli da solo, magari con il ravvedimento operoso per ridurre le penali.
I controlli fiscali, invece, sono procedure formali e più serie, come un avviso di accertamento. Partono solo se si ignora la lettera o non si regolarizza la posizione. Qui l’Agenzia contesta ufficialmente le imposte dovute, con ispezioni dettagliate, sanzioni piene, interessi e spesso un contenzioso in tribunale.
Quindi, le lettere puntano a incoraggiare l’adempimento volontario per evitare problemi maggiori, mentre i controlli sono il passo forzoso per recuperare quanto dovuto. Nel caso delle 2,4 milioni di lettere annunciate da Carbone a Telefisco 2026, l’idea è proprio dare una chance di sistemare tutto in autonomia prima di passare alle verifiche ‘pesanti’.
FAQ
Cosa significa ricevere una lettera di compliance dell’Agenzia delle Entrate?
Ricevere una lettera di compliance non implica una sanzione immediata. È un avviso informale che segnala una possibile irregolarità, invitando il contribuente a controllare i propri dati e a correggerli volontariamente, evitando futuri controlli più invasivi.
Cosa succede se ignoro la lettera di compliance?
Se la lettera viene ignorata e non si regolarizza la posizione, l’Agenzia può avviare un controllo fiscale formale, che può portare a sanzioni, interessi e accertamenti dettagliati.
Come posso regolarizzare la mia posizione dopo una lettera di compliance?
È possibile correggere gli errori con il ravvedimento operoso, che permette di pagare quanto dovuto con sanzioni ridotte. Basta accedere alla propria area riservata sul sito dell’Agenzia o rivolgersi al proprio commercialista.
Qual è la differenza tra lettera di compliance e avviso di accertamento?
La lettera è preventiva e non comporta obblighi immediati. L’avviso di accertamento, invece, è un atto formale in cui il Fisco contesta ufficialmente imposte non versate, con sanzioni piene.
Perché nel 2026 saranno inviate 2,4 milioni di lettere di compliance?
L’Agenzia delle Entrate mira a incentivare l’adempimento spontaneo e ridurre l’evasione fiscale, intervenendo prima dei controlli. La massiccia campagna di lettere è parte della strategia di prevenzione concordata con il MEF.


