L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato un’istruttoria nei confronti di Procter & Gamble per presunte pratiche commerciali scorrette legate alla campagna pubblicitaria dell’epilatore Braun Skin i-Expert.
L’indagine, aperta il 12 febbraio, si concentra su claim come “libera da peli per due anni” ritenuti ingannevoli e non sufficientemente dimostrati.
I dettagli dell’istruttoria
L’AGCM contesta l’enfasi eccessiva sull’efficacia e la durata dei risultati del dispositivo a luce pulsata, senza prove scientifiche adeguate a supporto. L’istruttoria deve verificare se questi messaggi abbiano indotto i consumatori in errore, violando il Codice del Consumo.
Al momento, non ci sono aggiornamenti oltre l’avvio: la procedura è in fase iniziale e potrebbe durare mesi.
La campagna pubblicitaria è stata diffusa tramite spot TV, social media, sito web dedicato, materiali in negozio e cartelloni stradali. Tutti questi canali utilizzano varianti del claim principale finito sotto la lente d’osservazione dell’AGCM.
Si tratta di un procedimento standard dell’Antitrust per pubblicità ingannevole nel settore beauty-tech, simile a casi passati sui cosmetici. Procter & Gamble potrebbe dover pagare multe fino al 10% del fatturato italiano se accertate le irregolarità, ma deve ancora rispondere formalmente.
Il precedente dell’Antitrust italiana contro Procter & Gamble
Nel 2013, l’AGCM sanzionò P&G con 100.000 euro per pubblicità comparativa ingannevole del detersivo Dash. La campagna tv confrontava Dash con Dixan (Henkel) in modo fuorviante, esagerando l’efficacia pulente e inducendo i consumatori in errore.
P&G e la storia di successo di due emigrati
Nata dalla partnership tra William Procter (candelaio inglese) e James Gamble (saponiere irlandese), emigrati negli USA, P&G crebbe durante la Guerra Civile americana fornendo sapone e candele all’esercito. Le pietre miliari della sua storia industriale includono Ivory Soap (1879, primo brand di massa), Crisco (1911, olio vegetale), Tide (1946, detersivo innovativo) e Pampers (1961, pannolini monouso). In Italia, arrivo negli anni ’50 con stabilimenti a Roma e prodotti come il sapone Camay.
Oggi P&G opera in oltre 180 Paesi, con un fatturato annuo superiore agli 80 miliardi di dollari (dati 2025). L’azienda è focalizzata su bellezza (Olay, Head & Shoulders), cura della casa (Dash, Ariel), salute (Oral-B, Braun) e famiglia (Pampers).
FAQ
Perché l’AGCM ha aperto un’istruttoria su P&G?
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato l’indagine per presunte pratiche commerciali scorrette relative alla pubblicità dell’epilatore Braun Skin i-Expert, in particolare per il claim “libera da peli per due anni” ritenuto ingannevole e non sufficientemente dimostrato.
Quali canali pubblicitari sono sotto esame?
La campagna pubblicitaria analizzata dall’AGCM è stata diffusa tramite spot TV, social media, sito web dedicato, materiali in negozio e cartelloni stradali.
Quali conseguenze rischia Procter & Gamble?
Se l’istruttoria accerterà violazioni del Codice del Consumo, P&G potrebbe dover pagare sanzioni fino al 10% del fatturato italiano.
P&G ha già avuto precedenti con l’Antitrust?
Sì, nel 2013 l’AGCM sanzionò P&G con 100.000 euro per pubblicità comparativa ingannevole del detersivo Dash, che enfatizzava l’efficacia rispetto a Dixan in modo fuorviante.
Qual è la storia di P&G in Italia e nel mondo?
Fondata negli USA da William Procter e James Gamble, P&G è arrivata in Italia negli anni ’50 con prodotti come il sapone Camay. Oggi opera in oltre 180 Paesi con marchi in bellezza, cura della casa, salute e famiglia.


