Pubblicità ingannevole: l’Antitrust indaga sull’epilatore Braun di Procter & Gamble

L’AGCM avvia un’istruttoria su Procter & Gamble per presunta pubblicità ingannevole dell’epilatore Braun Skin i-Expert. Possibili sanzioni fino al 10% del fatturato italiano.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato un’istruttoria nei confronti di Procter & Gamble per presunte pratiche commerciali scorrette legate alla campagna pubblicitaria dell’epilatore Braun Skin i-Expert. 

L’indagine, aperta il 12 febbraio, si concentra su claim come “libera da peli per due anni” ritenuti ingannevoli e non sufficientemente dimostrati. 

I dettagli dell’istruttoria

L’AGCM contesta l’enfasi eccessiva sull’efficacia e la durata dei risultati del dispositivo a luce pulsata, senza prove scientifiche adeguate a supporto. L’istruttoria deve verificare se questi messaggi abbiano indotto i consumatori in errore, violando il Codice del Consumo. 

Al momento, non ci sono aggiornamenti oltre l’avvio: la procedura è in fase iniziale e potrebbe durare mesi. 

La campagna pubblicitaria è stata diffusa tramite spot TV, social media, sito web dedicato, materiali in negozio e cartelloni stradali. Tutti questi canali utilizzano varianti del claim principale finito sotto la lente d’osservazione dell’AGCM.

Si tratta di un procedimento standard dell’Antitrust per pubblicità ingannevole nel settore beauty-tech, simile a casi passati sui cosmetici. Procter & Gamble potrebbe dover pagare multe fino al 10% del fatturato italiano se accertate le irregolarità, ma deve ancora rispondere formalmente. 

Il precedente dell’Antitrust italiana contro Procter & Gamble

Nel 2013, l’AGCM sanzionò P&G con 100.000 euro per pubblicità comparativa ingannevole del detersivo Dash. La campagna tv confrontava Dash con Dixan (Henkel) in modo fuorviante, esagerando l’efficacia pulente e inducendo i consumatori in errore. 

P&G e la storia di successo di due emigrati 

Nata dalla partnership tra William Procter (candelaio inglese) e James Gamble (saponiere irlandese), emigrati negli USA, P&G crebbe durante la Guerra Civile americana fornendo sapone e candele all’esercito. Le pietre miliari della sua storia industriale includono Ivory Soap (1879, primo brand di massa), Crisco (1911, olio vegetale), Tide (1946, detersivo innovativo) e Pampers (1961, pannolini monouso). In Italia, arrivo negli anni ’50 con stabilimenti a Roma e prodotti come il sapone Camay. 

Oggi P&G opera in oltre 180 Paesi, con un fatturato annuo superiore agli 80 miliardi di dollari (dati 2025). L’azienda è focalizzata su bellezza (Olay, Head & Shoulders), cura della casa (Dash, Ariel), salute (Oral-B, Braun) e famiglia (Pampers). 

FAQ

Perché l’AGCM ha aperto un’istruttoria su P&G?

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato l’indagine per presunte pratiche commerciali scorrette relative alla pubblicità dell’epilatore Braun Skin i-Expert, in particolare per il claim “libera da peli per due anni” ritenuto ingannevole e non sufficientemente dimostrato.

Quali canali pubblicitari sono sotto esame?

La campagna pubblicitaria analizzata dall’AGCM è stata diffusa tramite spot TV, social media, sito web dedicato, materiali in negozio e cartelloni stradali.

Quali conseguenze rischia Procter & Gamble?

Se l’istruttoria accerterà violazioni del Codice del Consumo, P&G potrebbe dover pagare sanzioni fino al 10% del fatturato italiano.

P&G ha già avuto precedenti con l’Antitrust?

Sì, nel 2013 l’AGCM sanzionò P&G con 100.000 euro per pubblicità comparativa ingannevole del detersivo Dash, che enfatizzava l’efficacia rispetto a Dixan in modo fuorviante.

Qual è la storia di P&G in Italia e nel mondo?

Fondata negli USA da William Procter e James Gamble, P&G è arrivata in Italia negli anni ’50 con prodotti come il sapone Camay. Oggi opera in oltre 180 Paesi con marchi in bellezza, cura della casa, salute e famiglia.

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