Il Parlamento europeo ha deciso di sospendere il processo di approvazione dell’accordo commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti, segnando uno dei momenti più tesi nelle relazioni transatlantiche degli ultimi anni.
La decisione arriva in un contesto politico e diplomatico complesso, aggravato dalle prese di posizione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla Groenlandia e dall’annuncio di nuovi dazi contro Paesi europei coinvolti in esercitazioni militari nell’area. Una combinazione che, secondo Bruxelles, mina la fiducia reciproca e mette in discussione le basi stesse della cooperazione economica tra le due sponde dell’Atlantico.
Nei giorni scorsi era tutto pronto per un passaggio decisivo. Il voto in commissione Commercio internazionale del Parlamento europeo era stato fissato tra il 26 e il 27 gennaio. Quelle date, però, sono saltate. Il presidente della commissione, Bernd Lange, ha confermato ufficialmente la sospensione dei lavori, spiegando che le condizioni politiche non consentono di andare avanti come se nulla fosse.
Perché l’accordo Ue-Usa è stato congelato
Al centro della decisione ci sono due elementi strettamente collegati. Da un lato, l’attacco alla sovranità della Groenlandia, territorio autonomo sotto la giurisdizione della Danimarca. Dall’altro, l’uso dei dazi come strumento di pressione politica.
Secondo quanto riferito da Bernd Lange, il Parlamento europeo aveva lavorato intensamente per definire la propria posizione sulle cosiddette proposte legislative “Turnberry”, necessarie per attuare gli impegni presi nell’ambito dell’accordo Ue-Usa. Si trattava, in concreto, di due regolamenti attuativi che avrebbero aperto la strada alla piena applicazione dell’intesa.
Cos’era l’accordo Turnberry
L’accordo Turnberry, al centro del confronto, prevedeva misure significative per entrambe le parti. In particolare:
- la sospensione dei dazi su tutti i prodotti industriali statunitensi;
- l’istituzione di contingenti tariffari per numerosi prodotti agroalimentari americani destinati al mercato europeo.
Un’intesa pensata per ridurre le tensioni commerciali e favorire gli scambi. Ma, come ha spiegato Lange, il contesto politico è radicalmente cambiato.
Le parole di Bernd Lange
Nel motivare la scelta di congelare l’iter, il presidente della commissione Commercio internazionale ha usato parole molto dure: “Minacciando l’integrità territoriale e la sovranità di uno Stato membro dell’Ue e utilizzando i dazi come strumento coercitivo, gli Stati Uniti stanno minando la stabilità e la prevedibilità delle relazioni commerciali Ue-Usa”.
La solidarietà a Danimarca e Groenlandia
Lange ha poi chiarito che la scelta del Parlamento europeo non è stata isolata, ma condivisa in modo trasversale: “Oggi, i relatori ombra della commissione per il Commercio internazionale hanno ribadito l’incrollabile impegno del Parlamento europeo a favore della sovranità e dell’integrità territoriale di Danimarca e Groenlandia”.
Secondo l’Eurocamera, le minacce — comprese quelle sui dazi — rivolte a Groenlandia, Danimarca e ai loro alleati europei non hanno lasciato alternative. Da qui la decisione di sospendere i lavori sulle proposte legislative Turnberry fino a quando gli Stati Uniti non sceglieranno di tornare su un percorso di cooperazione.
Dazi come strumento di pressione politica
Uno degli aspetti più delicati della vicenda riguarda l’uso dei dazi non come misura economica, ma come leva politica. Washington ha annunciato l’introduzione di dazi aggiuntivi contro otto Paesi europei colpevoli, secondo l’amministrazione americana, di aver partecipato a esercitazioni militari in Groenlandia.
Per Bruxelles, questo rappresenta un precedente pericoloso. Le relazioni commerciali internazionali, sottolineano fonti parlamentari, si basano sulla prevedibilità e sulla fiducia. Quando i dazi diventano uno strumento punitivo legato a scelte politiche o militari, l’intero sistema rischia di perdere equilibrio.
L’accordo continua ad applicarsi, ma solo in parte
Un punto importante riguarda gli effetti immediati della decisione. Nonostante il congelamento dell’iter di approvazione, l’intesa commerciale Ue-Usa continua a essere applicata nella sua forma attuale. Non si tratta, quindi, di una rottura totale, ma di uno stop politico che congela ulteriori sviluppi e concessioni.
In altre parole, ciò che è già in vigore resta operativo, ma non si va avanti verso una maggiore liberalizzazione finché il clima non cambierà.
La reazione politica in Italia
La decisione del Parlamento europeo ha trovato sostegno anche nel dibattito politico italiano. Il leader di Azione Carlo Calenda ha commentato con toni particolarmente diretti: “Il Parlamento europeo ha fatto bene a bloccare l’accordo sui Dazi fatto con Donald Trump perchè ne sta minacciando degli altri e non possiamo ratificare un accordo che già non vale più. Finalmente abbiamo dato uno stop, un primo stop a questo bullo che va fermato”.
Un cambio di atteggiamento dell’Eurocamera
La sospensione dell’accordo segna anche un cambiamento di approccio del Parlamento europeo. In passato, l’Eurocamera aveva spesso cercato di mantenere aperti i canali di dialogo, anche in presenza di divergenze politiche.
Questa volta, però, la scelta è stata diversa. Il messaggio è chiaro: la cooperazione economica non può prescindere dal rispetto di regole condivise e dalla sovranità degli Stati membri.


