Accordo UE-Mercosur, nasce la più grande area di libero scambio al mondo: opportunità e timori per l’Italia

Accordo UE - Mercosur
Accordo UE-Mercosur firmato: nasce la più grande area di libero scambio al mondo. Opportunità per l’Italia, benefici e timori su agricoltura e ambiente.

L’accordo UE-Mercosur, firmato il 17 gennaio scorso ad Asunción (Paraguay), crea la più vasta area di libero scambio al mondo, coprendo oltre 700 milioni di persone e circa un quarto del Pil globale tra Europa e i paesi Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay). 

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, ha firmato a nome dell’Unione Europea. Per il Mercosur, i capi di Stato firmatari sono: Santiago Peña (Paraguay), Javier Milei (Argentina), Yamandú Orsi (Uruguay) e Luiz Inácio Lula da Silva (Brasile).

I contenuti dell’accordo

L’intesa prevede l’eliminazione progressiva dei dazi sul 91% degli scambi, riducendo tariffe attuali fino al 35% sul vino, 28% sui formaggi e 35% sulle automobili, favorendo l’export europeo di beni industriali, chimici e farmaceutici. Include anche impegni vincolanti su diritti umani, ambiente, lotta alla deforestazione e parità di genere, con clausole di salvaguardia per proteggere settori sensibili come l’agroalimentare europeo da import eccessivi di carne bovina o zucchero. Il testo richiede la ratifica dal Parlamento europeo e dagli Stati membri prima dell’entrata in vigore provvisoria. 

Le tappe formali

L’accordo richiede diverse fasi procedurali prima dell’entrata in vigore definitiva.

Dopo la firma politica e formale, il testo completo è depositato presso gli uffici della Commissione Europea per la revisione legale finale e la traduzione nelle lingue ufficiali dell’UE. 

Il Parlamento Europeo esaminerà l’accordo entro i prossimi mesi, con un voto atteso nella sessione plenaria di primavera 2026; il Consiglio dell’UE dovrà approvarlo a maggioranza qualificata. 

In Italia, il Parlamento nazionale (Camera e Senato) ratificherà l’intesa attraverso una legge di autorizzazione, probabilmente entro fine 2026, mentre altri Stati membri seguiranno procedure simili.

Una volta completate tutte le ratifiche, l’accordo entrerà in vigore provvisoriamente per 2-3 anni (applicando la maggior parte delle disposizioni commerciali), diventando definitivo dopo ratifica totale da tutti i 27 Stati UE e i 4 Mercosur.

L’impatto sul nostro Paese

Il commercio Italia-Mercosur vale già 16,4 miliardi di euro annui, sostenendo 3,4 milioni di posti di lavoro (1 su 7 degli occupati nazionali), e l’accordo aprirà mercati protetti eliminando dazi su macchinari, chimico-farmaceutico, ottica medica, acciaio e plastica. Le PMI italiane (98% degli esportatori) beneficeranno di procedure doganali semplificate e accesso a gare pubbliche, mentre i servizi (turismo, trasporti, digitale) da 1,9 miliardi di export annui troveranno nuove opportunità. 

La Commissione stima un sostegno a mezzo milione di posti UE legati all’export, con crescita per l’economia italiana. 

L’agroalimentare italiano

In particolare, le esportazioni agroalimentari italiane verso Mercosur (489 milioni di euro) guadagneranno da dazi ridotti o azzerati su vino, formaggi e altri prodotti. L’accordo tutela 57 indicazioni geografiche italiane come Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Aceto Balsamico di Modena, Prosecco e Grappa, permettendo prezzi premium (fino a 2-3 volte superiori) contro imitazioni. Questo rafforzerà il posizionamento di qualità del Made in Italy. 

I timori e le ragioni

L’accordo UE-Mercosur genera significativi timori, soprattutto da parte di agricoltori, alcuni governi europei e partiti politici, per potenziali squilibri competitivi e ambientali. Francia, Polonia, Irlanda, Austria, Ungheria e Belgio (astenuto) si oppongono temendo un’inondazione di import carne bovina, pollame e zucchero sudamericani a basso costo, prodotti con standard sanitari e ambientali meno rigorosi rispetto all’UE, che danneggerebbero gli allevatori europei. In Italia, Coldiretti denuncia rischi per il Made in Italy agroalimentare nonostante le clausole di salvaguardia, chiedendo divieti su residui chimici vietati e controlli più severi. 

Critici come la Francia e associazioni ambientaliste paventano un aumento della deforestazione in Amazzonia, dubbi sull’efficacia degli impegni vincolanti contro il disboscamento e impatti sul clima, con accuse di “greenwashing” da parte di Bruxelles. 

In Italia la Lega esprime contrarietà, annunciando battaglia parlamentare poiché i rischi per l’agricoltura italiana supererebbero i benefici, mentre la Francia minaccia ricorsi alla Corte di Giustizia UE e manifestazioni, come quella della FNSEA a Strasburgo prevista per il 20 gennaio. Circa 150 eurodeputati potrebbero bloccare la ratifica al Parlamento Europeo. 

FAQ

Cos’è l’accordo Ue-Mercosur?

L’accordo UE-Mercosur è un trattato commerciale tra Unione Europea e Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay che crea la più grande area di libero scambio mondiale.

Quando è stato firmato l’accordo UE-Mercosur?

L’accordo è stato firmato politicamente il 17 gennaio ad Asunción, in Paraguay, dai leader dell’UE e dei Paesi Mercosur.

Cosa prevede l’accordo UE-Mercosur?

Prevede l’eliminazione progressiva dei dazi sul 91% degli scambi, agevolazioni per l’export europeo e impegni su ambiente, diritti umani e sostenibilità.

Quali vantaggi porta all’Italia?

Favorisce l’export italiano, soprattutto nei settori industriali, farmaceutici e agroalimentari, tutela 57 indicazioni geografiche e sostiene le PMI.

L’agroalimentare italiano è protetto?

Sì, l’accordo tutela prodotti Dop e Igp come Parmigiano Reggiano e Prosciutto di Parma, con clausole di salvaguardia contro importazioni eccessive.

Perché l’accordo UE-Mercosur è contestato?

Agricoltori e alcuni governi temono concorrenza sleale da prodotti sudamericani a basso costo e rischi ambientali, in particolare sulla deforestazione amazzonica.

Quando entrerà in vigore l’accordo UE-Mercosur?

Dopo la ratifica del Parlamento Europeo e dei Parlamenti nazionali. L’entrata in vigore provvisoria è prevista non prima del 2026.

L’accordo può essere bloccato?

Sì, una parte significativa di eurodeputati e alcuni Stati membri potrebbero rallentare o bloccare la ratifica.

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