Il taglio delle accise sul gasolio sarà prorogato. Ma per pochi giorni. Lo ha annunciato Matteo Salvini al Meeting di Rimini, in vista del Consiglio dei ministri convocato per domani, 26 agosto. Sul resto il leader della Lega e il ministro delle Imprese Adolfo Urso rimandano allo stesso punto. Servono le risorse. Sulla misura è già arrivata la bocciatura dell’Unione nazionale consumatori, che parla di pannicello caldo.
Cosa ha detto Salvini
L’annuncio arriva da un punto stampa, a margine del Meeting. La domanda riguardava il Consiglio dei ministri di domani.
“Intanto prorogheremo lo sconto diesel e poi stiamo ragionando più a lungo termine”, ha dichiarato il leader della Lega.
Poi la precisazione sui tempi. Alla domanda su quanto durerà la proroga la risposta è stata questa: “per alcuni giorni, fino a settembre, immagino. Poi io vorrei fare qualcosa di più continuativo, di qualcosa di più sostanzioso, e quindi servono soldi”.
Due elementi emergono dalle parole. La proroga è questione di giorni. L’intervento strutturale dipende invece dalle risorse. E le risorse, per ora, non ci sono.
Il rimando al Tesoro
Sullo stesso tema è intervenuto anche Adolfo Urso. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy ha parlato a Rimini in un altro punto stampa.
Il taglio delle accise “è competenza di più dicasteri, innanzitutto del Mef che deve trovare le risorse necessarie per ulteriori interventi, dopo quelli che comunque abbiamo garantito alle nostre famiglie, i nostri lavoratori, le nostre imprese in questi mesi in maniera tempestiva ed anche efficace, e al ministero ovviamente dell’Ambiente e dell’Energia, oltre che certamente innanzitutto alla Presidenza del Consiglio. Ci stiamo confrontando e come abbiamo fatto nel passato, in questi mesi così difficili. Faremo anche nelle prossime settimane affinché si riduca l’impatto sulle famiglie e sui lavoratori e soprattutto sull’inflazione”, ha detto il ministro.
Il punto è lo stesso indicato da Salvini. Cambia solo la formulazione. Le risorse deve trovarle il ministero dell’Economia. È il passaggio obbligato di qualsiasi intervento futuro.
Il ministro rivendica anche quanto già fatto. Parla di misure garantite in questi mesi a famiglie, lavoratori e imprese.
Nella dichiarazione compare anche l’obiettivo dell’intervento futuro. Ridurre l’impatto su famiglie e lavoratori. E soprattutto sull’inflazione.
La bocciatura dei consumatori
Di segno opposto la posizione dell’Unione nazionale consumatori. L’associazione contesta la misura nel merito e nel metodo.
“La proroga dello sconto sulle accise del gasolio non basta. Sarebbe un pannicello caldo, sia perché significherebbe confermare i prezzi monstre di oggi, oltre 2,2 euro in autostrada, condannando gli italiani a una stangata per l’ultimo controesodo di agosto, 1,80 euro in più a pieno rispetto al viaggio di andata del primo weekend di agosto, 2,20 nelle strade normali, sia perché non si interverrebbe sulla benzina che è a un soffio dai 2,1 euro in autostrada”, afferma il presidente Massimiliano Dona.
Due sono gli argomenti dell’associazione. Il primo riguarda i prezzi. Prorogare significa consolidare i livelli attuali anziché abbassarli. Il secondo riguarda il perimetro. La misura si ferma al gasolio e lascia fuori la benzina.
L’obiezione sugli sconti selettivi
Il passaggio successivo riguarda un’altra ipotesi. Quella di limitare gli aiuti a chi ha redditi più bassi.
“Ancora peggiore l’idea di concentrare le misure solo chi ha più bisogno, soprattutto perché significa non considerare l’effetto che il caro carburanti ha sull’inflazione, il vero problema economico, spirale evitabile solo abbassando i prezzi dei carburanti per tutti”, prosegue Dona in una nota.
Segue poi l’obiezione tecnica. Riguarda i tempi di attuazione: “inoltre, dubitiamo che quando il Governo parla di fasce di reddito che hanno più bisogno si riferisca alle famiglie con le fasce di reddito più basse, per la semplice ragione che il meccanismo di commisurare lo sconto all’Isee richiederebbe tempi troppo lunghi, incompatibili con un’emergenza che c’è oggi. Più probabilmente saranno dati sconti alle solite categorie amiche, dai tassisti ai camionisti, trascurando le famiglie, salvo facendo il solito bonus per i lavoratori che serve solo a scaricare la responsabilità del mancato sconto sulle imprese”.
Il nodo indicato dall’associazione è operativo. Un meccanismo legato all’Isee richiede tempi di attuazione lunghi. Sono tempi difficilmente compatibili con una misura d’urgenza.
L’associazione avanza inoltre un’ipotesi sui destinatari degli sconti. Il passaggio contiene un giudizio politico ed è attribuito interamente al presidente dell’Unc.


