Chi ha contratto debiti raramente dorme sonni tranquilli. Non può fare a meno di pensare agli importi da saldare, alle scadenze che si avvicinano, alle conseguenze di un ritardo.
La recente indagine Ipsos-KRUK sulla situazione dell’indebitamento in Italia, evidenzia un fenomeno di grande rilevanza sociale ed economica, che coinvolge il 41% degli italiani con almeno un prestito attivo.
Il debito è diventato essenziale
Il debito è diventato uno strumento essenziale per garantirsi beni e servizi fondamentali nella vita quotidiana, tanto che oltre la metà del campione riconosce che i finanziamenti permettono l’acquisto di beni come l’automobile, indispensabile per mantenere un livello di vita accettabile.
Il 70% degli intervistati “nasconde” i propri debiti
Tuttavia, il rapporto mette in luce anche una forte componente psicologica negativa legata all’indebitamento. Il debito rimane un argomento tabù che causa ansia, vergogna e isolamento, con il 77% delle persone indebitate che non vive questa condizione serenamente. Solo il 3% ha una copertura assicurativa sul proprio debito, sebbene molti siano consapevoli del rischio di insolvenza. Questa mancanza di protezione aumenta l’ansia legata al giudizio sociale, tanto che il 70% degli intervistati non parla dei propri debiti nemmeno con familiari o amici.
Ci si rivolge ad amici e parenti
In termini di comportamento, gli italiani ricorrono all’aiuto informale principalmente di parenti o conoscenti (39%) piuttosto che a professionisti del settore, per paura di essere giudicati. Questo atteggiamento tende a ritardare la soluzione del problema, che può anche aggravarsi senza un supporto esperto. Inoltre, quasi la metà del campione ignora l’esistenza di società specializzate nel recupero crediti o non ne comprende i servizi, alimentando così l’isolamento.
Le difficoltà a gestire il debito e la scarsa alfabetizzazione finanziaria
Altra criticità rilevata riguarda la gestione del debito: il 13% ha saltato almeno una rata, mentre il 16% ha rischiato di farlo. Cresce anche l’uso di strumenti come il Buy Now Pay Later, usato perfino per necessità primarie, segnalando una situazione di precarietà economica in aumento. Infine, la scarsa alfabetizzazione finanziaria (35% senza conoscenze di base su mutui e tassi) limita la capacità di fare scelte consapevoli e sostenibili.
Il credito è ormai strutturale per le famiglie italiane ma resta socialmente stigmatizzato, con conseguenze importanti sulla salute psicologica degli individui e sulla capacità di affrontare con efficacia le difficoltà finanziarie. Per superare questo paradosso servono più educazione finanziaria, strumenti di protezione e un maggiore ricorso a professionisti.


